Sassari, cinquantenne muore nove giorni dopo un intervento chirurgico

L'uomo era stato operato a un ginocchio al Marino di Alghero. È stata la madre a trovarlo senza vita

SASSARI. Doveva essere un intervento di routine. Pochi minuti sotto i ferri, un paio di giorni di ricovero e meno di un mese per rimettersi in forma e addirittura riprendere l’attività fisica.

È finito nel dramma invece il decorso postoperatorio di un 50enne sassarese, residente in Francia, rientrato nell’isola a fine gennaio proprio per sottoporsi all’operazione al ginocchio e trovato in casa senza vita nove giorni dopo l’operazione.


Una meniscectomia, effettuata all’ospedale Marino di Alghero con la rimozione della porzione di menisco lesionata mediante intervento in artroscopia. Un intervento perfettamente riuscito, che inizialmente non ha dato nessun disturbo al paziente. Poi sono sopraggiunte le complicazioni improvvise e la morte. Per questo la procura della Repubblica di Sassari ha deciso di fare chiarezza.

Il sostituto procuratore Enrica Angioni ha aperto un’inchiesta – nella quale al momento non figurano indagati – e disposto l’autopsia sul corpo del 50enne. L’esame autoptico è stato eseguito martedì mattina dal medico legale Francesco Lubinu nell’istituto di Patologia forense dell’università.

Gli inquirenti vogliono capire se il decesso del 50enne possa essere collegato in qualche modo al decorso postoperatorio o se la causa della morte sia da cercare altrove. L’operazione all’ospedale Marino era stata eseguita il 3 febbraio e corso e la mattina del 12 – nove giorni dopo – i familiari del cinquantenne si sono accorti che l’uomo non dava segni di vita. La madre si è resa conto che il figlio non respirava e allora ha chiamato una nipote che vive poco distante.

La giovane e il marito, esperto di primo soccorso, hanno praticato al 50enne le manovre di rianimazione in attesa dell’arrivo dei soccorritori. Sul posto, un’abitazione nelle campagne tra Sassari e Osilo, si sono precipitati immediatamente un’ambulanza del 118 e una pattuglia della squadra volante della polizia. Purtroppo per l’uomo non c’era più niente da fare.

Accanto al suo corpo gli agenti della questura hanno trovato i farmaci prescritti al momento delle dimissioni, tra cui una siringa di eparina, l’anticoagulante che avrebbe dovuto assumere per tre settimane per mantenere il sangue ben fluido e scongiurare complicazioni post intervento. Ma a far drizzare le antenne agli investigatori sono stati un cucchiaino bruciacchiato e della carta stagnola. Materiale solitamente utilizzato per assumere sostanze stupefacenti.

Tutto è stato posto sotto sequestro da parte degli inquirenti. Nel fascicolo della Procura sono finite anche le cartelle cliniche dell’uomo, acquisite i giorni scorsi all’ospedale Marino di Alghero dagli uomini della sezione di polizia giudiziaria dell’Arma dei carabinieri. Il 50enne aveva scelto l’ospedale algherese per l’intervento dopo aver fatto alcuni esami in Francia e in Germania finalizzati al ricovero.

Dopo l’operazione era andato a casa della madre per rimettersi in sesto, poi sarebbe ripartito per la Francia dove lavorava. Il ginocchio sembrava aver reagito bene e nessuno dei familiari avrebbe mai immaginato un epilogo simile. Solo l’esito dell’esame autoptico potrà dire a questo punto quale sia stata la causa della morte improvvisa.

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