Romangia d’oro al Berlin WeinTrophy

Ancora due medaglie ai vini della cantina Sorso Sennori e della coop Viticoltori

SORSO. Il vino di Sorso sbanca, ancora una volta, Berlino. Nelle scorse settimane la Cantina Sorso Sennori e la coop Viticoltori della Romangia sono salite in vetta al Berlin Wein Trophy 2020, il concorso vinicolo internazionale più importante e più grande del mondo, portando a casa due medaglie d’oro. Già nel 2019 il prezioso nettare del territorio aveva riscosso grande successo.

Le due compagini medagliate sono due realtà aperte una accanto all’altra, ma con due caratteri e identità completamente differenti. La Cantina Sorso Sennori è nata dalle ceneri della cantina sociale e oggi è guidata da Mariana Popa e Giacomo Baralla, che custodiscono il marchio e la storia passata di una azienda ultrasessantacinquenne e con 12 riconoscimenti internazionali raccolti nel 2019.

I Viticoltori della Romangia, invece, riuniti nel 1996, sono guidati da Federico Razzu e anno dopo anno hanno visto crescere il numero di soci e la superficie vitata. Entrambe le realtà sono accomunate dalla filosofia produttiva che si basa sulla valorizzazione dei vitigni che meglio di altri esprimono la vocazione enologica della Romangia, con i suoi terreni ben soleggiati e inebriati dalla brezza marina del golfo dell’Asinara. Il colore rosso porpora intenso, il sapore consistente, hanno permesso al Cagnulari Igt Martie, monovitigno, prodotto dalla Cantina Sorso Sennori di essere apprezzato nella sua categoria e di ottenere l’eccellenza che attesta la qualità di questa bottiglia unica vestita dalla maestria del pittore sassarese Angelo Maggi.

La seconda medaglia d’oro è arrivata per Radice Riserva 2016, un cannonau doc nato da un processo di lavorazione e gestione del vino in cantina del tutto particolare e complesso. Il Riserva è l’ultimo in ordine di tempo tra i premiati dei Viticoltori. Infatti, negli scorsi anni a essere interessati dai prestigiosi riconoscimenti sono stati il cagnulari, il vermentino e il moscato, quest’anno ad ottenere la massima onorificenza è stato l’oro rosso della Romangia. (s.sant.)



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