A Sassari la tesi si discute via Skype: «Oggi mi laureo dal salotto di casa mia»

Marco racconta la sua avventura, saranno in 13 dal dipartimento di Chimica e Farmacia

SASSARI. Marco questa mattina si sveglierà presto, con un bel po’ di nervosismo addosso. Probabilmente salterà la colazione, e farà una lunga doccia, ripetendo ossessivamente la sua tesi sull’acquacoltura. Poi si metterà la sua camicia e la sua giacca migliore. E finalmente parlerà alla commissione di laurea, dal salotto di casa sua.

È uno dei 13 studenti che questo pomeriggio si laureeranno, primi nell’Isola e tra i primi in Italia, ai tempi del Coronavirus. Via skype chiaramente. «Ma è da giorni che i nostri professori ci gasano – racconta il 22enne, che chiuderà oggi la sua triennale in Scienze Naturali – che ci dicono che dobbiamo rispettare la sacralità del momento, la sua importanza. Che dobbiamo metterci eleganti, anche se siamo chiusi in casa. E fare festa. Perché è un giorno di festa». Marco, che di cognome fa Cherchi e, tra le altre cose, è rappresentante degli studenti del suo dipartimento, è tra quelli fortunati: «Sono a Sassari, con la mia famiglia e mio fratello – spiega – con cui, una volta messi a letto i miei, faremo un po’ di baldoria. E sto organizzando una mega chat di gruppo con gli amici al computer, per farli partecipare».

Ma, anche per chi è “bloccato” lontano da amici e parenti, l’università di è messa in moto. «Un po’ tremo a pensare a tutti i problemi di linea che potrebbero sorgere – scherza Simonetta Bagella, presidente del corso di laurea in Scienze Naturali e del corso Magistrale in gestione dell’Ambiente e del Territorio del dipartimento di Chimica e Farmacia –. Ma abbiamo deciso di fare le cose per bene. E permetteremo, oltre ai laureandi, di collegarsi anche a un ristretto gruppo di parenti. I cinque ragazzi e ragazze che stanno concludendo il loro percorso triennale di Scienze Naturali, e gli otto che prenderanno la magistrale in gestione dell’Ambiente e del Territorio, hanno faticato come matti. Discuteranno tesi che riguardano cambiamenti climatici, tutela di specie come i ricci di mare o il pinna nobilis, saranno i futuri manager dell’ambiente. Meritano di essere celebrati con tutti i crismi. E spero che, alla proclamazione, riempiano la loro casa di coriandoli come fanno, facendoci tanto arrabbiare, con la nostra piazza».

Per quattro di loro poi il collegamento con i parenti sarà particolarmente importante ed emozionante, si tratta degli studenti maghrebini che prenderanno la magistrale grazie al progetto Formed. «Una di loro – spiega Bagella – è sola in casa. Si collegherà la sua famiglia. E ci saremo anche noi a tenerle un po’ di compagnia e a renderle onore».

Una bella festa insomma, celebrata nell’aula magna da una commissione presente fisicamente. Rinforzata dalla delegata alla didattica dell’Ateneo Rossella Filigheddu e dal rettore Massimo Carpinelli. «Ci sarò – spiega Carpinelli – per dare ancora più forza a un evento di grande valenza simbolica. Perché non solo l’università di Sassari non si ferma, e di fatto non si è mai fermata, ma è il luogo dove si continua ad andare avanti, a preparare il nostro futuro. La didattica a distanza faceva già parte della strategia di didattica inclusiva che il nostro ateneo stava mettendo in atto per particolari categorie di studenti, come i detenuti o tutti quegli studenti impossibilitati a seguire le lezioni. Gli strumenti erano già pronti ma non pensavamo di doverli usare su questa scala e così a lungo. Non è la didattica che vorremmo, non è la didattica ideale: nessuna tecnologia, a oggi, può sostituire il contatto con il proprio maestro, la forza di una lezione libera svolta insieme ad altri studenti, ma oggi dobbiamo usare quella. E allo stesso modo siamo pronti a portare a termine i percorsi di studio dei nostri ragazzi. Che abbracciamo, per ora solo virtualmente, e che per noi, come sempre, sono fonte di infinito orgoglio e continua ispirazione».

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