porto torres
La stilista Fini realizza le mascherine lavabili in tessuto tecnico
PORTO TORRES. Ha appena donato un importante stock di mascherine alla casa di riposo Biccheddu-Deroma, ma diverse richieste le sono giunte anche da Cagliari e persino da Rimini. Lei è Antonella Fini,...
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PORTO TORRES. Ha appena donato un importante stock di mascherine alla casa di riposo Biccheddu-Deroma, ma diverse richieste le sono giunte anche da Cagliari e persino da Rimini.
Lei è Antonella Fini, straordinaria stilista che in questi giorni difficili ha messo da parte la moda fashion per privilegiare praticità e utilità, sperando di ritornare a dedicarsi alla moda nel più breve tempo possibile. La particolarità delle sue mascherine sta nel fatto che sono realizzate con un tessuto tecnico utilizzato per teli e camici da sala operatoria. «Ho deciso di realizzarle quando giorni fa ho letto che la Germania aveva rifiutato di inviarle pur in un momento di grande difficoltà per l’Italia – dice Antonella Fini – così le prime le ho cucite utilizzando un doppio lenzuolo».
La sua generosità non passa inosservata e, complice Facebook, un cittadino portotorrese che vuol rimanere anonimo la contatta, le dà l’idea del nuovo materiale e gliene dona una grande quantità. Così, aiutata dalla cognata Anna Rita Leoni, Antonella si mette sotto e giorno dopo giorno cuce un gran numero di mascherine che dona a chi ne ha più necessità: esercizi commerciali, enti vari, lavoratori e individui maggiormente esposti come gli immunodepressi. «La sensazione più bella è sentirsi dire grazie» rivela la stilista.
La particolarità di queste mascherine è anche un’altra: sono lavabili e perciò riutilizzabili, basta usare il sapone di Marsiglia o un igienizzante e il bicarbonato. «Penso che questo sia importante perché temo che dovremo utilizzarle per un po’ anche quando sarà terminato il momento critico» dice Antonella Fini che allo stesso tempo ha voluto ringraziare «infinitamente questo turritano generoso».
E per finire la stilista lancia un messaggio: «Bisogna abbandonare l’usa e getta e riprendere a utilizzare invece materiale lavabile. Senza il monouso penso che non ci saremmo trovati in questa condizione di carenza di mascherine».
Emanuele Fancellu
Lei è Antonella Fini, straordinaria stilista che in questi giorni difficili ha messo da parte la moda fashion per privilegiare praticità e utilità, sperando di ritornare a dedicarsi alla moda nel più breve tempo possibile. La particolarità delle sue mascherine sta nel fatto che sono realizzate con un tessuto tecnico utilizzato per teli e camici da sala operatoria. «Ho deciso di realizzarle quando giorni fa ho letto che la Germania aveva rifiutato di inviarle pur in un momento di grande difficoltà per l’Italia – dice Antonella Fini – così le prime le ho cucite utilizzando un doppio lenzuolo».
La sua generosità non passa inosservata e, complice Facebook, un cittadino portotorrese che vuol rimanere anonimo la contatta, le dà l’idea del nuovo materiale e gliene dona una grande quantità. Così, aiutata dalla cognata Anna Rita Leoni, Antonella si mette sotto e giorno dopo giorno cuce un gran numero di mascherine che dona a chi ne ha più necessità: esercizi commerciali, enti vari, lavoratori e individui maggiormente esposti come gli immunodepressi. «La sensazione più bella è sentirsi dire grazie» rivela la stilista.
La particolarità di queste mascherine è anche un’altra: sono lavabili e perciò riutilizzabili, basta usare il sapone di Marsiglia o un igienizzante e il bicarbonato. «Penso che questo sia importante perché temo che dovremo utilizzarle per un po’ anche quando sarà terminato il momento critico» dice Antonella Fini che allo stesso tempo ha voluto ringraziare «infinitamente questo turritano generoso».
E per finire la stilista lancia un messaggio: «Bisogna abbandonare l’usa e getta e riprendere a utilizzare invece materiale lavabile. Senza il monouso penso che non ci saremmo trovati in questa condizione di carenza di mascherine».
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