Lontana da casa, nell’epicentro covid

Le paure di Ilaria, portotorrese in isolamento in un paesino del Bergamasco

wSASSARI. «Romano di Lombardia sta vivendo momenti drammatici. Tutti i miei conoscenti hanno perso almeno una persona più o meno vicina. Anche qui ogni tanto si segnalano assembramenti o ci si lamenta di chi si reca troppo spesso al market, ma la città sta affrontando il momento con compostezza, coesione e grande solidarietà». A parlare è Ilaria Ortu, portotorrese. Da luglio 2019 per motivi di lavoro vive nella cittadina di quasi 21mila abitanti della bassa Bergamasca che dall'inizio di marzo ha visto morire ben 85 suoi cittadini.

«Non esco di casa se non per la spesa e da casa continuo a lavorare, ma proverò a farmela portare a domicilio» prosegue Ilaria che rivela un'esperienza da incubo: «ho avuto un po’ di febbre e mal di testa nei giorni scorsi ma, per fortuna, dopo tanta paura è passato tutto».

Ilaria trascorre le ore col cellulare in mano «per sentire i miei cari e amici, poi sui social: aiutano a rimanere connessi col mondo. Ho utilizzato diverse volte anche le videochiamate, cosa che normalmente non faccio. Ogni tanto m'impongo un po’ di movimento: mi arrangio con un tappetino da ginnastica e con una corda per saltare. Ma quando senti le sirene delle ambulanze a tutte le ore è difficile concentrarsi su qualcosa: sto facendo fatica anche a leggere, sebbene sia uno dei miei passatempi preferiti. Da un po’ di giorni se ne sentono meno, non so dire però se stiano sfrecciando silenziosamente o se effettivamente siano diminuiti gli interventi».

«Quando mi è giunta la notizia del primo italiano contagiato, il 21 di febbraio, complice la mia propensione alla prudenza, ho capito subito che di lì a poco tutta l’Italia sarebbe stata travolta da un enorme tsunami – dice Ilaria – ho capito anche che non mi sarebbe stato possibile tornare a Porto Torres tanto presto. Se avessi voluto, fino all'8 marzo sarei potuta rientrare tranquillamente senza nemmeno dover osservare l’isolamento perché non provenivo da nessuno degli undici comuni dell'ex zona rossa, avevo anche un volo già prenotato da tempo per il 6 marzo. Non oso pensare a cosa sarebbe potuto succedere se avessi preso quell’aereo, visto che nei giorni successivi sono stata poco bene. Sarà stato il famigerato Coronavirus? Non lo saprò mai, quello che conta è che sia stata lontana da tutti».

Emanuele Fancellu

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