Discarica abusiva nella vecchia cava

Denunciato dai Noe il proprietario di un terreno confinante con Scala Erre

SASSARI. Ha lasciato che all’interno di un terreno di sua proprietà una cava d’argilla dismessa, in località Pian e Trobas, vicino a Scala Erre, venisse trasformata in una discarica di rifiuti.

Per questo motivo il titolare di un’impresa di produzione di laterizi è stato denunciato dai carabinieri del Noe di Sassari per realizzazione di discarica non autorizzata di rifiuti speciali pericolosi e non e per responsabilità amministrative.

Le indagini coordinate dalla Procura di Sassari hanno riscontrato che l’imprenditore «ometteva di vigilare sul proprio terreno, non evitando l’accesso a ignoti trasgressori che nel tempo abbandonavano rifiuti speciali pericolosi e non di varia tipologia, come Raee, eternit in amianto e rifiuti ingombranti».

La cava dismessa e il terreno circostante, la cui superficie totale è di circa quattro ettari e il cui valore ammonta a circa 200mila euro, sono stati messi sotto sequestro. L’area si trova alla discarica comunale controllata di Scala Erre.

Da tempo i carabinieri del nucleo operativo ecologico avevano notato che all’interno della vecchia cava venivano gettati rifiuti di ogni genere. Dopo una serie di avvistamenti e di riprese video e fotografiche qualche giorno fa è scattato il blitz.

Su mandato della Procura i militari, guidati dal tenente colonnello Giorgio Sanna, hanno messo i sigilli all’intera area e ora spetterà al proprietario provvedere a ripristinare lo stato dei luoghi nei tempi previsti dalla legge.

Prosegue dunque il lavoro svolto dal nucleo dell’Arma anche lo scorso anno. Nel corso del 2019, i carabinieri del Noe di Sassari - specializzati nella tutela ambientale con competenza nelle provincie di Sassari e Nuoro, nel corso delle attività di repressione dei reati contro l’ambiente, hanno denunciato in stato di libertà (in più occasioni) tredici persone per gravi illeciti ambientali.

Reati che vanno dalla realizzazione di discariche abusive di rifiuti speciali pericolosi e non, al trasporto di rifiuti speciali con veicoli non autorizzati, all’abbandono di ingenti quantitativi di rifiuti, nonché per l’inosservanza, da parte di titolari di imprese, delle prescrizioni ambientali contenute nelle autorizzazioni per la gestione degli impianti per il recupero e lo smaltimento di rifiuti.

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