il ricordo di piero bua
«Un gran signore e un maestro: ha dato lustro al Policlinico»
SASSARI. «Se un giorno dovessi morire, spero molto lontano, vorrei essere ricordato con la stessa stima e affetto. Per me il dottor Spissu era prima di tutto un gran signore, poi uno straordinario...
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SASSARI. «Se un giorno dovessi morire, spero molto lontano, vorrei essere ricordato con la stessa stima e affetto. Per me il dottor Spissu era prima di tutto un gran signore, poi uno straordinario chirurgo, e infine un grandissimo amico».
Piero Bua, ex proprietario del Policlinico, ne aveva riconosciuto il talento e l’aveva voluto nella propria squadra. «E lui mi ha ripagato con gli interessi, dando lustro al Policlinico, che veniva associato anche alla sua fama e al suo valore». «Può sembrare retorico, ma la sua è una morte sul campo, incontrata proprio in quella sala operatoria che è stata la sua ragione di vita. Con un intervento sul primo paziente covid di Sassari».
«È commovente vedere l’affetto dei suoi colleghi. Io mi porterò dietro sempre la sua simpatia e la sua lealtà. Dottor Spissu è stato uno che mi ha sempre sostenuto e incoraggiato anche nei momenti più difficili, quando la barca stava per affondare. Non si è mai tirato indietro, perché amava profondamente il suo lavoro e amava anche il Policlinico». (lu.so.)
Piero Bua, ex proprietario del Policlinico, ne aveva riconosciuto il talento e l’aveva voluto nella propria squadra. «E lui mi ha ripagato con gli interessi, dando lustro al Policlinico, che veniva associato anche alla sua fama e al suo valore». «Può sembrare retorico, ma la sua è una morte sul campo, incontrata proprio in quella sala operatoria che è stata la sua ragione di vita. Con un intervento sul primo paziente covid di Sassari».
«È commovente vedere l’affetto dei suoi colleghi. Io mi porterò dietro sempre la sua simpatia e la sua lealtà. Dottor Spissu è stato uno che mi ha sempre sostenuto e incoraggiato anche nei momenti più difficili, quando la barca stava per affondare. Non si è mai tirato indietro, perché amava profondamente il suo lavoro e amava anche il Policlinico». (lu.so.)
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