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Coronavirus in Sardegna, prezzi delle mascherine: il caso in consiglio regionale

Coronavirus in Sardegna, prezzi delle mascherine: il caso in consiglio regionale

L'opposizione incalza la giunta dopo un'inchiesta giornalistica nazionale

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CAGLIARI. Approda in commissione Sanità del Consiglio regionale la vicenda dell'acquisto di mascherine da parte della Regione e dell'Azienda ospedaliero universitaria di Sassari, con prezzi alquanto differenti tra le due forniture, la prima effettuata in Italia, la seconda in Cina. Un caso trattato dall'inchiesta pubblicata sul Fatto Quotidiano secondo la quale la Regione avrebbe potuto risparmiare 9,3 milioni di euro sulla base dei prezzi praticati dal fornitore cinese scelto dall'Aou per un carico di mascherine chirurgiche, FFp2 e FFp3, acquistato negli stessi giorni in cui è stato fatto l'ordine della Protezione civile regionale sulla piattaforma SardegnaCat.

Rispondendo a una sollecitazione del capogruppo dei Progressisti Francesco Agus sulla differenza marcata dei costi affrontati, l'assessore della Sanità, Mario Nieddu, ha spiegato che «in alcuni casi» si è dovuto «acquistare a prezzi più alti» perchè si era «in stato di necessità: si comprava ciò che si trovava sul mercato», ha chiarito.

«In commissione - ricostruisce oggi Agus in un post su Facebook - abbiamo chiesto di avere il prima possibile tutti gli atti relativi a questa transazione e di audire formalmente la direzione generale della Protezione civile, responsabile dell'acquisto. L'audizione è stata programmata per martedì prossimo 28 aprile. La Giunta, per ora, ha attribuito la grande differenza tra il prezzo di acquisto pagato dall'Aou di Sassari e quello, tre volte superiore, pagato dalla Protezione civile regionale, alle 'differenze di mercato imputabili al giorno di acquistò: in pratica: la Protezione civile ha acquistato con qualche giorno di anticipo rispetto all'Aou, quando erano presenti sul mercato solo due operatori (uno dei quali pretendeva modalità di pagamento incompatibili con le normative). L'Aou sassarese, invece, ha fatto la sua richiesta con qualche giorno di ritardo, potendo così scegliere tra più fornitori, che nel mentre avevano rifornito le proprie scorte. Riuscendo così - osserva l'esponente dell'opposizione - a strappare un prezzo migliore». (Ansa).

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