interrogatorio in videoconferenza
Il barbiere accusato di rapina: «Nessuna fuga, sono innocente»
SASSARI. «Nessuna fuga e nessuna rapina. Sono innocente, sono tornato in Sardegna a metà febbraio e proprio perché non avevo niente da nascondere ho segnalato il mio arrivo dalla Lombardia al mio...
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SASSARI. «Nessuna fuga e nessuna rapina. Sono innocente, sono tornato in Sardegna a metà febbraio e proprio perché non avevo niente da nascondere ho segnalato il mio arrivo dalla Lombardia al mio medico di famiglia e all’istituto di igiene e mi sono messo in quarantena».
Lo ha detto ieri mattina al gip di Como Alessandra Gallipoli – nel corso dell’interrogatorio in video conferenza dal carcere di Bancali – Roberto Cossu, il barbiere di Ittiri arrestato con l’accusa di aver preso parte a un assalto armato a un distributore di carburante a Como il 6 febbraio scorso che era fruttato 12mila euro.
Difeso dall’avvocato Alessandra Delrio, il 42enne incensurato si è avvalso della facoltà di non rispondere, ma ha voluto rilasciare dichiarazioni spontanee al gip per allontanare da sé la pesante accusa che gli muove la Procura lombarda.
«Abbiamo scelto di non rispondere – spiega il suo difensore – perché ci è stata negata la possibilità di prendere visione del fascicolo e dunque di difenderci. Faremo sicuramente ricorso al tribunale del riesame». Intanto il giudice delle indagini preliminari al termine dell’interrogatorio di garanzia ha confermato la custodia cautelare in carcere. Roberto Cossu si trova a Bancali da sabato scorso. L’uomo era stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare richiesta dal sostituto procuratore Mariano Fadda.
Secondo i carabinieri del nucleo investigativo di Como, dopo il brutale assalto a un benzinaio all’inizio di febbraio – con un dipendente legato e un colpo di pistola esploso in aria – Cossu avrebbe intascato la sua parte di bottino e sarebbe tornato nell’isola. L’uomo residente da un po’ di tempo a Lainate in Lombardia, dopo il colpo stava per dare vita a un’attività di barbiere a Sassari. Secondo le accuse il 6 febbraio scorso il barbiere e i suoi due complici avrebbero immobilizzato e legato un dipendente dell’esercizio commerciale. I tre avrebbero esploso, a scopo intimidatorio, un colpo di pistola all’indirizzo dell’uomo – senza fortunatamente ferirlo – mentre tentava di inseguirli una volta liberatosi dai legacci. I rapinatori erano poi fuggiti con 12mila euro, l’incasso dell’intera giornata. (l.f.)
Lo ha detto ieri mattina al gip di Como Alessandra Gallipoli – nel corso dell’interrogatorio in video conferenza dal carcere di Bancali – Roberto Cossu, il barbiere di Ittiri arrestato con l’accusa di aver preso parte a un assalto armato a un distributore di carburante a Como il 6 febbraio scorso che era fruttato 12mila euro.
Difeso dall’avvocato Alessandra Delrio, il 42enne incensurato si è avvalso della facoltà di non rispondere, ma ha voluto rilasciare dichiarazioni spontanee al gip per allontanare da sé la pesante accusa che gli muove la Procura lombarda.
«Abbiamo scelto di non rispondere – spiega il suo difensore – perché ci è stata negata la possibilità di prendere visione del fascicolo e dunque di difenderci. Faremo sicuramente ricorso al tribunale del riesame». Intanto il giudice delle indagini preliminari al termine dell’interrogatorio di garanzia ha confermato la custodia cautelare in carcere. Roberto Cossu si trova a Bancali da sabato scorso. L’uomo era stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare richiesta dal sostituto procuratore Mariano Fadda.
Secondo i carabinieri del nucleo investigativo di Como, dopo il brutale assalto a un benzinaio all’inizio di febbraio – con un dipendente legato e un colpo di pistola esploso in aria – Cossu avrebbe intascato la sua parte di bottino e sarebbe tornato nell’isola. L’uomo residente da un po’ di tempo a Lainate in Lombardia, dopo il colpo stava per dare vita a un’attività di barbiere a Sassari. Secondo le accuse il 6 febbraio scorso il barbiere e i suoi due complici avrebbero immobilizzato e legato un dipendente dell’esercizio commerciale. I tre avrebbero esploso, a scopo intimidatorio, un colpo di pistola all’indirizzo dell’uomo – senza fortunatamente ferirlo – mentre tentava di inseguirli una volta liberatosi dai legacci. I rapinatori erano poi fuggiti con 12mila euro, l’incasso dell’intera giornata. (l.f.)
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