Soro: «Undicimila tamponi e il trend contagi è in calo»
Dati rassicuranti in commissione regionale Sanità dal commissario dell’Aou Resta il problema dei pazienti positivi dimessi: molti non hanno sistemazione
2 MINUTI DI LETTURA
SASSARI. Il nord Sardegna, sul fronte dell’emergenza, può tirare un piccolo sospiro. I dati snocciolati dal commissario dell’Aou di Sassari sulla curva dei contagi, ieri mattina durante l’audizione in commissione Sanità regionale, presieduta da Domenico Gallus, sono rassicuranti: «Oggi siamo in grado di processare circa 600 tamponi al giorno. Siamo arrivati a oltre 11mila tamponi effettuati – ha detto Giovanni Maria Soro – i risultati delle analisi confermano un trend in calo dei contagiati. Abbiamo effettuato circa 2800 tamponi sul personale ospedaliero: 87 sono risultati positivi ma 60 sono già rientrati al lavoro. Cala il numero dei ricoveri, attualmente abbiamo 33 pazienti nelle strutture Covid: 9 in terapia intensiva, 15 nel reparto di malattie infettive, 9 nell’area “grigi” riservata ai pazienti con tampone negativo ma con sintomi sospetti. La minor pressione ospedaliera ci consente di pensare a una riconversione delle terapie intensive. All’inizio dell’epidemia disponevamo di 68 posti letto, aumentati successivamente a 83. L’andamento dei dati potrebbe consentirci di riaprire in sicurezza le strutture per la cure di altre patologie che necessitano di assistenza».
Su questo punto è arrivata una segnalazione preoccupante dal consigliere dell’Udc-Cambiamo Antonello Peru: «A Sassari interi reparti sono fermi – ha detto Peru - dall’inizio dell’epidemia molti pazienti, per paura, non si ricoverano o rinunciano agli esami diagnostici. Si viaggia dalle 100 alle 150 disdette al giorno di visite specialistiche. Si rischia un’emergenza nell’emergenza. Si valuti l’opportunità di riaprire gradualmente i reparti e di procedere con gli esami ordinari».
Il commissario dell’Aou di Sassari ha poi segnalato la criticità più importante del sistema sanitario, condivisa con le altre aree dell’isola: la sistemazione dei pazienti positivi dimessi.
«In molti casi si tratta di persone anziane non autosufficienti che necessitano di assistenza continua – ha detto Soro – si pone il problema di trovare un luogo adatto alle loro condizioni. Spesso non possono rientrare nella propria abitazione né andare in una Casa di riposo. Occorre trovare una soluzione adeguata».
Su questo punto è arrivata una segnalazione preoccupante dal consigliere dell’Udc-Cambiamo Antonello Peru: «A Sassari interi reparti sono fermi – ha detto Peru - dall’inizio dell’epidemia molti pazienti, per paura, non si ricoverano o rinunciano agli esami diagnostici. Si viaggia dalle 100 alle 150 disdette al giorno di visite specialistiche. Si rischia un’emergenza nell’emergenza. Si valuti l’opportunità di riaprire gradualmente i reparti e di procedere con gli esami ordinari».
Il commissario dell’Aou di Sassari ha poi segnalato la criticità più importante del sistema sanitario, condivisa con le altre aree dell’isola: la sistemazione dei pazienti positivi dimessi.
«In molti casi si tratta di persone anziane non autosufficienti che necessitano di assistenza continua – ha detto Soro – si pone il problema di trovare un luogo adatto alle loro condizioni. Spesso non possono rientrare nella propria abitazione né andare in una Casa di riposo. Occorre trovare una soluzione adeguata».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
