«Con le chiese riaprano le scuole»

Mariano Brianda: perché si possono tenere le celebrazioni e non le lezioni?

SASSARI. Chiese aperte e scuole chiuse. Perché? Se lo chiede il consigliere comunale, ed ex candiato sindaco per il centrosinistra, Mariano Brianda. «Dal 18 maggio – spiega – con tutte le precauzioni del caso, grazie ad un accordo Governo-Cei, le chiese potranno riaprire per la celebrazione delle Sante Messe. Ora, per carità, io sono contento soprattutto per quanti -immagino numerosi- aspettavano questo momento come conforto per la propria anima in un momento di grandissima difficoltà».

«Però, a questo punto – continua Brianda – credo che ai più rimanga incomprensibile il contemporaneo mantenimento della chiusura delle scuole dove l’assembramento può essere ugualmente e forse anche più facilmente evitato con una organizzazione altrettanto razionale».

«Peraltro – continua il consigliere comunale – l’apertura delle chiese provocherà lo spostamento di persone anziane, cioè proprio di quelle che devono essere maggiormente preservate perché più esposte al contagio, mentre le scuole sono frequentate da giovani che sono la categoria meno colpita.

«Ribadisco – sottolinea Brianda – che non ce l’ho affatto con la decisione di aprire le chiese, noto solo che coerentemente lo Stato (laico per Costituzione) contemporaneamente ha scelto di mantenere chiuse le scuole per ragioni di contrasto all’epidemia. Tali ragioni avrebbero dovuto valere per tutte le situazioni analoghe e non solamente per alcune di esse. Per non parlare poi dei genitori che ritornati al lavoro, non sapranno più a chi lasciare i figli essendo le scuole (che, comunque, non sono dei parcheggi) chiuse». «Infine – chiude – perchè il Governo fa accordi per i cattolici e non anche in favore di altre confessioni religiose ammesse nel nostro ordinamento? Che fine ha fatto l’art. 8 della Costituzione sulla libertà religiosa e uguaglianza tra i culti, tra cui il cattolicesimo? Forse il coronavirus fa distinzione di culto».

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