L’ippica pronta a tornare in pista da giugno corse a porte chiuse

SASSARI. È impossibile e fuorviante fare graduatorie fra chi ha sofferto di più per il prolungato periodo di lockdown. Ma è innegabile che il mondo dell’ippica, e quello del cavallo in generale,...

SASSARI. È impossibile e fuorviante fare graduatorie fra chi ha sofferto di più per il prolungato periodo di lockdown. Ma è innegabile che il mondo dell’ippica, e quello del cavallo in generale, abbiano pagato un prezzo davvero alto alla pandemia. Anche perché, quello del cavallo è un settore in cronica perdita, tranne che per le rare e fortunate eccellenze, e ancora di più va sotto quando tutto si ferma. A dispetto, infatti, del blocco delle attività, i cavalli, siano essi quelli delle corse al galoppo, quelli del salto ostacoli, dell’endurance, o di qualunque altra disciplina equestre, continuano a mangiare tutti i giorni, e tutti i giorni vanno accuditi, curati, movimentati. Queste difficoltà ha portato in piazza l'Aipacaa (Associazione italiana proprietari e allevatori del cavallo anglo-arabo), per chiedere a gran voce una attenzione diversa ai problemi della categoria. A Sassari sono stati una trentina – il numero massimo autorizzato dalla questura – a presidiare piazza d’Italia, e a denunciare i problemi del mondo dell’ippica in Sardegna. «La situazione era diventata insostenibile – denuncia Gian Mario Carboni, presidente dell’Aipacaa –, i 500 cavalli da corsa nella nostra isola vengono accuditi e allenati quotidianamente, il personale rispetta le norme di salute. Non si capisce perché le corse a porte chiuse fossero bloccate». Ma, forse anche a seguito di quella manifestazione, insieme alle altre simili che si sono tenute un po’ in tutta Italia, il ministero delle Politiche agricole ha autorizzato la riapertura degli ippodromi a partire dal prossimo 3 giugno, seppure a porte chiuse. Così, allevatori, proprietari, fantini, allenatori, sono pronti a tornare in pista. «I soci di Aipacaa – aggiunge Carboni – sono sempre attenti ad organizzare tutto ciò che serve, per permettere che le attività delle corse ippiche e delle altre discipline possano svolgersi in sicurezza per la tutela e la valorizzazione del cavallo». Ora si attende la ripresa con la prima giornata di corse, poi l’associazione stilerà un programma di eventi che avranno il culmine con la seconda edizione delle aste del cavallo, prevista a ottobre a Pozzomaggiore. La prima edizione ha avuto un grande successo, apprezzata e seguita anche in altre regioni d’Italia, dove gli appassionati acquistano i cavalli nati e allevati in Sardegna.

Mario Bonu

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