Sirio, le luci e le ombre di un progetto infinito

Il tracciato approvato non convince. Il Comitato: «Noi non ci fermeremo»

SASSARI. Punti oscuri e luminose opportunità, votazioni ripetute e promesse tradite, tonnellate di ferro, quintali di carta e nemmeno un rigo di progetto. E montagne di milioni, che il territorio attende da oltre un decennio, e che non sa se potrà mai utilizzare.

Sembra essere tornato sui binari il progetto per il II e III lotto della metropolitana di superficie. Quello che dovrebbe portate il trenino Sirio a Sant’Orsola e Li Punti, e che l’Arst ha ricevuto l’ennesimo mandato di iniziare. Ordine protocollato in una delibera di giunta che prende atto del voto dell’ultimo consiglio comunale, dove i civici di Nanni Campus hanno deciso di tornare alle origini: la versione licenziata dall’allora sindaco Gianfranco Ganau, quella del maxi ponte sulla 131, che il suo successore Sanna aveva provato a emendare. «Non possiamo permetterci di perdere anche gli ultimi 36 degli originari 90 milioni che l'accordo di programma da me firmato a suo tempo con la Regione concedevano a Sassari», ha chiosato Campus.

Via libera dunque, almeno sulla carta. Ma i dubbi restano, come le proteste. Anche perché la proposta che nel mentre era entrata nei cuori della città (e nei programmi elettorali di praticamente tutti i candidati) non è stata messa nemmeno sul tavolo. E in molti di interrogano del perché di una scelta che presenta enormi criticità, costi difficilmente gestibili, e impatto ambientale devastante.

«Non sto a ricordare gli infiniti vantaggi del nostro progetto – sottolinea Rosario Musmeci, che ieri ha riunito il comitato metrotranvia per decidere insieme come dare battaglia – che è, oltre che coerente con tutti gli atti di programmazione strategica sovraordinati, la più efficace, efficiente ed economica. I sassaresi lo sanno bene. E si sono anche accorti che la strada scelta è stata cassata senza motivo, se non il solito appellarsi al tempo che scorre, mentre lo si fa scorrere senza fare niente».

Il fatto è che sull’elettrificazione della linea ferroviaria su cui far marciare Sirio, come d’altronde sulle due varianti al progetto sul tavolo, le posizioni si confondono, si contraddicono. E anche per questo il sindaco Campus ha avuto gioco facile nel mettere una di fronte all’altra due idee entrambe partorite da sindaci Pd, e “giudicate” dall’Arst anch’essa a guida Dem. «Si è perso troppo tempo – sottolinea ad esempio Gianfranco Ganau –. Arst ha giocato al rinvio, con l’evidente intenzione di non realizzare quel tratto. E i fondi che sono stati dirottati su Cagliari. La soluzione che è stata trovata è la più ragionevole e immediata. Non mancano complicazioni certo, ma superabili. Il punto è che non si deve perdere tempo e finanziamenti».

Di parere diverso il capogruppo del Pd in consiglio, Giuseppe Masala, che insieme a tutti i Dem contro la mozione della maggioranza ha votato. «Siamo stati catapultati in 24 ore a prendere una scelta fondamentale per lo sviluppo di questa città. Una scelta che era già preconfezionata e tornava al passato. Di fatto nelle opzioni in campo era assente quella del Comitato, che poteva rappresentare una perfetta mediazione. Abbiamo votato contro perché siamo coerenti con la variante che avevamo approvato con la giunta Sanna, che tanto lavoro ci è costata. Ma è stato un dibattito monco, incompleto, sbagliato».

Dello stesso parere Mariolino Andria, che durante la campagna elettorale le idee del Comitato aveva sposato. «La verità – spiega – è che questa è una delle pratiche più imbarazzanti dell’ultimo quarto di secolo. Il centrosinistra ha la colpa di non averla chiusa in 180 mesi, con il Pd che ha votato contro se stesso. I civici potevano fare molto di più, con una soluzione di mediazione. Soprattutto nel tratto “al buio”, il primo, su cui nemmeno si è discusso, ci sono soluzioni interessanti proposte dal comitato. Il voto è stata una sconfitta per tutti».

«Noi – attacca Lucio Nali di Confcommercio – continuiamo a sostenere l’unico progetto serio e presente in tutti i documenti di programmazione, quello del comitato. Non si capisce come si possa sostenere un’idea progettuale che ha dentro molti lati oscuri. Più interessati a sottolineare le contraddizioni di chi ha governato prima che a fare il bene della città».

Al futuro con più entusiasmo guarda invece l’amministratore straordinario della Provincia, Pietrino Fois. «Non entro nel merito di scelte sui percorsi di competenza assolutamente comunale – spiega – ma è giusto andare avanti, perché non si possono perdere tutte quelle risorse, oggi più che mai. Noi sosteniamo Sassari nelle sue scelte, e siamo impegnati a “cucire” tutti i progetti in una visione unica. Che unisca Sassari all’aeroporto, e agli altri centri di interesse. Siamo convinti che questo primo passo possa avere una grande ricaduta. E che moltiplichi possibilità e fondi, che potrebbero arrivare a complessivi 120 milioni».

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