Taxi dog fermo, stop al soccorso cani

La Asl da quattro mesi non salda i compensi: a rischio il servizio di recupero degli animali feriti e la cattura dei randagi

SASSARI. Tempi difficili per i cani vaganti. Soprattutto per quelli abituati ad attraversare le strade, a passeggiare sul ciglio dell’asfalto, a farsi sfiorare dalle auto in corsa. Se malauguratamente dovessero essere investiti, dal primo maggio non c’è più il mezzo che verrà a soccorrerli. Infatti Andrea Loriga ha deciso di lasciar parcheggiato il proprio Taxi Dog e di sospendere il servizio di soccorso e cattura per conto dell’Asl. Il motivo è semplice: quattro mesi senza percepire le spettanze. «Non sono più in grado di anticipare le spese per un servizio di h24 che comporta costi elevati. Ho sollecitato più volte gli uffici dell’Asl ma a quanto pare non ci sono risorse in bilancio destinate a coprire il mio servizio, e non si sa nemmeno quando potranno essere sbloccate. Francamente mi sento costretto a sospendere la mia attività di soccorso, in attesa che le mie fatture vengano saldate». Il soccorso degli animali feriti, il recupero dei randagi, così come la cattura dei cani morsicatori, deve avvenire secondo questo protocollo: chi avvista un animale investito avvisa le forze dell’ordine, le quali a loro volta mobilitano il servizio veterinario dell’Asl, che a sua volta fa intervenire il Taxi Dog. È il mezzo di trasporto attrezzato per caricare e spostare dei cani feriti, e la convenzione con l’Asl è stata sottoscritta sulla base di questi requisiti.

Il Taxi Dog prende in carico l’animale e lo trasporta, a seconda delle disposizioni dell’Asl, o al pronto soccorso veterinario o al canile comunale Qua La Zampa. Ora però l’ambulanza per gli amici a quattro zampe è in stand-by, e anche il servizio di soccorso rischia lo stop.

«Dovrebbe avvenire esattamente questo – spiega Andrea Loriga – ma in verità le cose vanno diversamente. Questo perché il Comune fa intervenire i barracelli, o i vigili urbani o il settore ambiente, che in questo periodo caricano gli animali sulle proprie vetture e li portano al canile o alla clinica veterinaria. Io però mi chiedo: hanno i requisiti per farlo? Se è un servizio in carico all’Asl, sono autorizzati a svolgerlo loro? E soprattutto: hanno le dotazioni tecniche idonee per il trasporto di un cane ferito? Perché c’è una bella differenza tra caricarlo su un’ambulanza attrezzata o sul cassone di un pick up. È come se al posto dello scuolabus attrezzato si decidesse tutto a un tratto di accompagnare i bimbi a scuola facendoli salire sul cassone di una moto carrozzella. Magari loro si divertono di più, ma quanto a norme di sicurezza lasciamo un tantino a desiderare».

Qua la Zampa. Il canile comunale Qua La Zampa nel frattempo ha riaperto le porte alle visite su appuntamento per le eventuali adozioni. «Il nostro lavoro in verità non si è mai fermato – spiega la responsabile della struttura Emma Angius – al momento abbiamo 230 inquilini e le campagne di adozioni stanno funzionando bene: da gennaio ad oggi si sono registrati cinquantaquattro nuovi ingressi, ma gli animali che sono stati affidati alle famiglie sono stati sessantasei. Abbiamo in cantiere anche altri progetti interessanti che contiamo di proporre all’amministrazione comunale. Durante i due mesi di lockdown anche noi siamo rimasti chiusi al pubblico, ma i volontari naturalmente hanno continuato a prendersi cura degli animali. Sono arrivati una serie di cani posti sotto sequestro e anche alcune cucciolate. Da qualche giorno abbiamo riaperto le porte e sarà possibile nuovamente visitare la struttura. Ancora però è necessario prenotare un appuntamento ai numeri di telefono 333-9080857 e 342-6080729. E-mail qualazampasassari@gmail.com



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