Giallo sulla morte di un 24enne

L’allarme dato dal padre, la notte prima c’era stato uno spuntino: pochi credono all’ipotesi del suicidio

BONO. Uno spuntino con tanti invitati, una quarantina. Festa per tutta la notte e fino all’alba. Poi i saluti. E più tardi la tragedia. É giallo sulla morte di Giampietro Cocco, 24 anni, allevatore di Bono, che ieri intorno alle 6,30 è stato trovato privo di vita dal padre e dal fratello che sono arrivati all’ovile per cominciare la giornata lavorativa. Una corda al collo, ai piedi le balle di fieno: un suicidio che non convince e al quale in tanti non credono: dai familiari agli amici, e gli investigatori vogliono eliminare ogni dubbio. Della vikcenda si occupano i carabinieri della compagnia di Bono e del Nucleo investigativo del comando provinciale di Sassari. I rilievi sono andati avanti per ore alla ricerca di dettagli utili. Ogni minimo particolare è stato preso in esame e poi - su disposizione del magistrato del Tribunale di Nuoro - il corpo del giovane è stato trasferito all’istituto di Patologia forense a disposizione del medico legale.

Nessun messaggio, neppure un segnale minimo. Gli investigatori hanno lavorato per tutta la giornata per ricostruire le ultime ore di Giampietro Cocco. E forse anche per capire se è successa qualcosa di particolare prima o durante lo spuntino. Ieri, a tarda sera, mentre la notizia circolava ormai da alcune ore a Bono ma anche in altre realtà del nuorese dove il 24enne aveva amici e frequentazioni, non c’erano elementi di certezza assoluta. Molti interrogativi, frasi pronunciate a bassa voce per insinuare che «c’è qualcosa di strano, perchè Giampietro non l’avrebbe fatto».

Ma da lì si parte. Su quello spuntino così partecipato si è concentrata l’attenzione degli investigatori. L’obiettivo è capire, mettere in ordine gli eventi e arrivare a una conclusione che possa essere confermata dai fatti, dalle prove, e non alimentata dalle cose dette o immaginate.

Ieri nessun pronunciamento ufficiale se non il classico: «Stiamo lavorando per capire cosa possa essere successo». E questo è il punto: analisi, valutazioni, testimonianze incrociate, ma quasi nessuno crede che Giampietro Cocco possa avere promosso quello spuntino così partecipato per poi chiudersi per sempre la porta della vita dietro le spalle.

Si cerca la verità, si spera in qualche indizio, forse anche nell’apporto di qualche telecamera (anche se non ce ne sono molte in quella zona). I partecipanti allo spuntino hanno raccontato di essere andati via e di non avere notato di strano. Il giovane sarebbe rimasto per sistemare.

L’ovile dove è stato trovato il corpo dell’allevatore 24enne si trova nella zona della chiesa campestre di Santa Restituta, sulla strada provinciale 31.

Familiari e amici non avrebbero segnalato stranezze nei comportanti del giovane negli ultimi giorni, per questo gli investigatori propendono per “un fatto del momento”, un qualcosa accaduta all’improvviso. Magari dopo un qualcosa di grave. Fino a conclusione degli accertamenti tutte le piste restano valide. Si sta cercando di capire chi è stato tra gli ultimi a lasciare l’ovile e soprattutto se durante lo spuntino siano nate discussioni o eventuali diverbi. Nelle prossime oree se ne saprà di più. Non è una indagine semplice. Giampietro Cocco era molto conosciuto a Bono, ma aveva amici e frequentazioni in diverse zone del Nuorese, anche gente più grande di lui di parecchi anni. Si fruga alla ricerca di particolari utili, perchè ci sono delle stranezze che i vecchi investigatori sanno cogliere al volo. E non basta “l’apparenza di un suicidio” per chiudere senza indagare un caso quantomeno strano.

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