Porto Torres, l’antica Turris finisce sotto il cemento
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PORTO TORRES. Non sono bastate 110 condivisioni su facebook, centinaia di “like” e decine di estasiati commenti in italiano e inglese a salvare gli scavi archeologici di via Paglietti propedeutici ai lavori di posa dei cavi della rete del gas. Sospese pochi giorni prima del propagarsi del Covid 19, le indagini sono riprese giusto un giorno per preparare il tutto alla copertura del sito, iniziata nei giorni scorsi.
Per gran parte dei residenti è una liberazione, poiché non si può tenere per mesi una strada in ostaggio in condizioni «igienico-sanitarie precarie» ha lamentato qualcuno. Per Porto Torres e per gli amanti del bello storico-archeologico è invece un'occasione persa per conoscere la storia della città. In via Paglietti nei mesi scorsi erano riemersi i resti di una struttura di particolare rilevanza, realizzata in blocchi di calcare di grandi dimensioni. Soltanto nella giornata precedente la chiusura è stato recuperato un frammento in marmo decorato con un motivo ad opus pavonaceum, che imita una cancellata, qualcosa di prezioso e già scoperto in passato a Porto Torres tanto che un reperto simile era esposto all’Antiquarium Turritano. Altro frammento era stato ritrovato anni fa anche negli scavi presso la basilica di San Gavino. Adesso le indagini propedeutiche agli stessi lavori del gas condotte sotto la direzione scientifica del funzionario di zona Nadia Canu dall’azienda specializzata “Luciano Sini srl” con responsabile archeologo Antonella Pandolfi e archeologo-addetto ai rilievi Vincenzo Nubile, si sono spostate in via Colonia Romana, dove già erano emersi importanti resti. (e.f.)
Per gran parte dei residenti è una liberazione, poiché non si può tenere per mesi una strada in ostaggio in condizioni «igienico-sanitarie precarie» ha lamentato qualcuno. Per Porto Torres e per gli amanti del bello storico-archeologico è invece un'occasione persa per conoscere la storia della città. In via Paglietti nei mesi scorsi erano riemersi i resti di una struttura di particolare rilevanza, realizzata in blocchi di calcare di grandi dimensioni. Soltanto nella giornata precedente la chiusura è stato recuperato un frammento in marmo decorato con un motivo ad opus pavonaceum, che imita una cancellata, qualcosa di prezioso e già scoperto in passato a Porto Torres tanto che un reperto simile era esposto all’Antiquarium Turritano. Altro frammento era stato ritrovato anni fa anche negli scavi presso la basilica di San Gavino. Adesso le indagini propedeutiche agli stessi lavori del gas condotte sotto la direzione scientifica del funzionario di zona Nadia Canu dall’azienda specializzata “Luciano Sini srl” con responsabile archeologo Antonella Pandolfi e archeologo-addetto ai rilievi Vincenzo Nubile, si sono spostate in via Colonia Romana, dove già erano emersi importanti resti. (e.f.)
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