Sbarre alzate, il treno deve fermarsi

Disagi ieri mattina a San Giovanni per un guasto. Boeddu (Filt-Cgil): «Problema vecchio di anni, Rfi faccia investimenti»

SASSARI. Un guasto al passaggio a livello a San Giovanni, il treno che non può procedere “a vista” e allora scatta il piano di sicurezza che non è certo il massimo del progresso. Il convoglio si ferma, arriva la squadra di emergenza con il ferroviere che indossa la pettorina gialla e piazza l’auto di traverso prima dei binari per impedire il passaggio di eventuali veicoli . Una scena d’altri tempi che dura finchè la circolazione non può riprendere in sicurezza. É successo ieri alle 8 davanti alle sbarre bianco-rosse di San Giovanni. Una situazione che ripropone il problema mai risolto definitivamente della gestione dei passaggi a livello.

«Anche stavolta, a causa di un passaggio a livello delle Ferrovie dello Stato rimasto aperto nella borgata di San Giovanni, si è registrato un ritardo di 40 minuti – afferma il segretario generale regionale della Filt Cgil Arnaldo Boeddu –. Come sempre la sicurezza della circolazione dei treni è stata preservata. Infatti il treno ha potuto oltrepassare il passaggio a livello rimasto aperto all’incrocio, solo dopo l’arrivo della squadra di soccorso delle Ferrovie, unici titolati a bloccare il traffico veicolare e dare il via libera al treno prima di poter riparare il gusto delle barriere metalliche». Boeddu sottolinea : «É un problema che in Sardegna ci trasciniamo da troppi anni. É impensabile che nel 2020 ci siano ancora i passaggi a livello che, ogni qual volta si registra un malfunzionamento, bloccano la circolazione ferroviaria causando ritardi per l’intera giornata».

L’esponente della Filt-Cgil evidenzia che i numerosi passaggi a livello custoditi e non ancora presenti in Sardegna, unito al binario unico da San Gavino per il nord dell’Isola (verso Olbia e Porto Torres) rende davvero impossibile la gestione della circolazione». E Boeddu rilancia anche il raddoppio della linea ferroviaria. «Se la politica regionale non dovesse pretendere i medesimi investimenti che RFI ha fatto in altre regioni del sud italia, vedi Sicilia e Puglia, nessuno si dovrà più stupire o rammaricare se il nostro sistema ferroviario continuerà a subire ritardi. Ma, in questo specifico momento, il problema non è solo dei passaggi a livello ma anche sui tagli che Trenitalia ha dovuto effettuare su richiesta della Regione a causa della emergenza sanitaria. Infatti, oltre ai problemi legati ad una infrastruttura datata fine 800 vi è anche il problema di chi, sbarcando in traghetto a Porto Torres non trova un treno che lo possa portare a Cagliari se non dopo le 14.40». Anche per questi motivi Boeddu chiede «l’immediato ripristino di tutti i treni così come da orario estivo prima della emergenza sanitaria».

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