La Nuova Sardegna

Sassari

Il caso

Sassari, minori maltrattati al Rifugio Gesù Bambino: le educatrici indagate davanti al Gip – L’aggiornamento

di Luca Fiori
Sassari, minori maltrattati al Rifugio Gesù Bambino: le educatrici indagate davanti al Gip – L’aggiornamento

L’autorità giudiziaria ha disposto anche il sequestro della struttura

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Sassari Saranno interrogate mercoledì mattina dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Sassari le cinque operatrici finite al centro dell’inchiesta sui presunti maltrattamenti ai danni di alcuni ragazzi affetti da disturbi dello spettro autistico, ospitati nella comunità educativa di Sassari il Rifugio Gesù Bambino.

L’interrogatorio di garanzia è stato fissato davanti al gip Giuseppe Grotteria. In quell’occasione le indagate potranno fornire la loro versione dei fatti dopo l’esecuzione dei provvedimenti cautelari disposti nei giorni scorsi su richiesta della Procura della Repubblica di Sassari. Davanti al giudice compariranno la coordinatrice della struttura, una donna di 63 anni, e quattro assistenti educative di 67, 61, 58 e 36 anni, tutte residenti a Sassari.

Le cinque operatrici sono assistite dagli avvocati Mariano Mameli, Umberto Carboni e Martina Salaris. L’indagine è coordinata dal pubblico ministero Ermanno Cattaneo e riguarda presunti episodi di maltrattamenti che sarebbero avvenuti all’interno della struttura durante la gestione quotidiana di alcuni ragazzi con disturbi dello spettro autistico.

Nei giorni scorsi gli investigatori della Squadra Mobile di Sassari, coordinati dal dirigente Michele Mecca, avevano eseguito quattro provvedimenti cautelari di divieto di esercitare la professione di educatrice, con l’inibizione delle attività connesse. Una quinta operatrice è stata invece denunciata per abuso dei mezzi di correzione. Contestualmente l’autorità giudiziaria ha disposto anche il sequestro della struttura al centro dell’inchiesta.

Secondo quanto emerso dalle indagini, avviate dopo alcune segnalazioni, gli investigatori avrebbero installato telecamere all’interno dei locali della comunità per documentare quanto accadeva durante le ore trascorse dai ragazzi nella struttura. Le immagini raccolte nel corso delle settimane di monitoraggio avrebbero consentito di acquisire elementi ritenuti rilevanti dalla magistratura ai fini dell’ipotesi accusatoria.

La priorità, in queste ore, resta la tutela dei giovani ospiti della comunità. Su disposizione del Tribunale per i Minorenni di Sassari, i ragazzi sono stati trasferiti in un’altre strutture del territorio in grado di garantire continuità nei percorsi educativi e assistenziali. L’appuntamento di mercoledì mattina davanti al gip rappresenterà il primo passaggio giudiziario per le cinque indagate, che - se lo riterranno opportuno - potranno chiarire la propria posizione nell’ambito di un’inchiesta particolarmente delicata per la vulnerabilità delle presunte vittime e per il contesto educativo in cui i fatti si sarebbero verificati.

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