Li Nibari, per il gestore i canoni sono in ordine
di Salvatore Santoni
La Sardegna Holidays replica al Comune: «Nessun ritardo nei pagamenti» Sul nuovo progetto di riqualificazione del camping la ditta aspetta risposte
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SORSO. I canoni sono in ordine e per la nuova proposta progettuale si è in attesa della risposta del Comune di Sorso. È questa l’estrema sintesi della posizione della Sardegna Holidays, la ditta che gestisce il campeggio comunale Li Nibari, la quale contesta il quadro di ritardi emersi nel corso dell’ultima seduta della commissione Bilancio.
I canoni. La rappresentante legale della ditta, Cinzia Madau, per tramite dell’avvocato Rafaele Cocco, per prima affronta il mistero del bonifico di circa 1300 euro arrivato nei conti del Comune. Su questa cifra, infatti, tecnici e consiglieri comunali si erano interrogati a lungo nel corso della seduta del parlamentino presieduto dal consigliere Simone Razzu. Il bonifico, come espressamente riferito in aula dai tecnici comunali, riporta la causale «prima rata canone 2014». Circostanza che ha fatto pensare a un errore materiale e quindi a un debito ancora aperto. L’azienda, invece, assicura di aver saldato la prima delle cinque rate – concordate col Comune attraverso la transazione di giugno 2019 – riferite al canone residuo del 2014 da circa 13mila l’una. Come? Secondo l’azienda tre tranche che sommano 12mila euro sarebbero state versate nel corso del 2019 e l’ultima, proprio quella di circa 1300, sarebbe partita nel mese di febbraio del 2020. L’azienda contesta anche la situazione del canone 2018: «Ne manca ancora una parte», si è detto in commissione. Mentre la ditta sostiene che il canone di quella annualità «è stato interamente corrisposto».
Ipotesi moratoria. Sull’annualità corrente, il 2020, la ditta ritiene di essere in regola. Il contratto di locazione sottoscritto nel 2014 tra il Comune e la Sardegna Holidays (rep. 2804) prevede, all’articolo 4, che il canone deve essere versato in due rate semestrali anticipate con scadenza gli ultimi giorni dei mesi di marzo e settembre, con tolleranza massima di 10 giorni di ritardo. Ciononostante la ditta sostiene con decisione che «la prima rata del canone relativo all’anno 2020, pari a 45mila euro, deve essere corrisposta entro il mese di giugno 2020 e, pertanto, non risulta scaduta». E aggiunge che alla luce dell’emergenza coronavirus e la conseguente crisi economica «non può essere esclusa una moratoria nel pagamento da concordare con l’amministrazione comunale».
Gli investimenti. I tecnici comunali avevano spiegato in commissione che il discorso sul piano attuativo è a zero, e che sul tavolo non c’è una proposta progettuale, descrivendo la situazione ferma al palo da cinque mesi. Cioè quando l’Urbanistica ha preso carta e penna per dire alla ditta che aveva inviato una bozza, una relazione illustrativa, tra l’altro non firmata da alcun professionista. In aula, poi, i tecnici hanno spiegato, soprattutto, che i termini per la presentazione del piano attuativo sono ampiamente scaduti. Da parte sua la Sardegna Holidays annuncia che il collaudo delle opere realizzate si è concluso il 9 giugno, cioè il giorno seguente alla seduta della commissione, nella quale era stato anticipato a grandi linee l’esito: l’investimento della ditta ammonta a circa il 60% dei 1,3 milioni di euro previsti contrattualmente. «Per le restanti opere – sostiene ancora la ditta nella nota – a seguito della bocciatura del Puc da parte della Regione, ed alla conseguente diminuzione delle volumetrie disponibili, è stata presentata una nuova proposta progettuale al Comune alla quale non è stata data ancora risposta in quanto le procedure sono complesse».
I canoni. La rappresentante legale della ditta, Cinzia Madau, per tramite dell’avvocato Rafaele Cocco, per prima affronta il mistero del bonifico di circa 1300 euro arrivato nei conti del Comune. Su questa cifra, infatti, tecnici e consiglieri comunali si erano interrogati a lungo nel corso della seduta del parlamentino presieduto dal consigliere Simone Razzu. Il bonifico, come espressamente riferito in aula dai tecnici comunali, riporta la causale «prima rata canone 2014». Circostanza che ha fatto pensare a un errore materiale e quindi a un debito ancora aperto. L’azienda, invece, assicura di aver saldato la prima delle cinque rate – concordate col Comune attraverso la transazione di giugno 2019 – riferite al canone residuo del 2014 da circa 13mila l’una. Come? Secondo l’azienda tre tranche che sommano 12mila euro sarebbero state versate nel corso del 2019 e l’ultima, proprio quella di circa 1300, sarebbe partita nel mese di febbraio del 2020. L’azienda contesta anche la situazione del canone 2018: «Ne manca ancora una parte», si è detto in commissione. Mentre la ditta sostiene che il canone di quella annualità «è stato interamente corrisposto».
Ipotesi moratoria. Sull’annualità corrente, il 2020, la ditta ritiene di essere in regola. Il contratto di locazione sottoscritto nel 2014 tra il Comune e la Sardegna Holidays (rep. 2804) prevede, all’articolo 4, che il canone deve essere versato in due rate semestrali anticipate con scadenza gli ultimi giorni dei mesi di marzo e settembre, con tolleranza massima di 10 giorni di ritardo. Ciononostante la ditta sostiene con decisione che «la prima rata del canone relativo all’anno 2020, pari a 45mila euro, deve essere corrisposta entro il mese di giugno 2020 e, pertanto, non risulta scaduta». E aggiunge che alla luce dell’emergenza coronavirus e la conseguente crisi economica «non può essere esclusa una moratoria nel pagamento da concordare con l’amministrazione comunale».
Gli investimenti. I tecnici comunali avevano spiegato in commissione che il discorso sul piano attuativo è a zero, e che sul tavolo non c’è una proposta progettuale, descrivendo la situazione ferma al palo da cinque mesi. Cioè quando l’Urbanistica ha preso carta e penna per dire alla ditta che aveva inviato una bozza, una relazione illustrativa, tra l’altro non firmata da alcun professionista. In aula, poi, i tecnici hanno spiegato, soprattutto, che i termini per la presentazione del piano attuativo sono ampiamente scaduti. Da parte sua la Sardegna Holidays annuncia che il collaudo delle opere realizzate si è concluso il 9 giugno, cioè il giorno seguente alla seduta della commissione, nella quale era stato anticipato a grandi linee l’esito: l’investimento della ditta ammonta a circa il 60% dei 1,3 milioni di euro previsti contrattualmente. «Per le restanti opere – sostiene ancora la ditta nella nota – a seguito della bocciatura del Puc da parte della Regione, ed alla conseguente diminuzione delle volumetrie disponibili, è stata presentata una nuova proposta progettuale al Comune alla quale non è stata data ancora risposta in quanto le procedure sono complesse».
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