L’Ateneo batte ancora il suo avvocato
di Roberto Sanna
La corte d’appello ha sospeso la sentenza che reintegrava Rosanna Ruiu nell’incarico di responsabile dell’ufficio legale
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SASSARI. Nella lunga contesa che contrappone l’Università all’avvocato Rosanna Ruiu, responsabile dell’ufficio legale fino al maggio del 2018, l’ateneo turritano fa segnare un altro punto a suo favore. La corte d’appello di Cagliari, con sentenza del 10 giugno scorso, ha confermato la sospensiva della sentenza con la quale veniva disposto il reintegro della Ruiu nel suo precedente incarico. L’Università l’aveva infatti trasferita a coordinare l’area “Centrale acquisti, contratti e affari legali”, decisione che la Ruiu aveva ritenuto essere un demansionamento.
L’incarico di responsabile dell’ufficio legale le era stato attribuito con una delibera del Cda il 9 maggio del 2000 e un’altra delibera, il 18 maggio del 2018, glielo aveva revocato. Da quel momento è cominciata una battaglia legale che ha visto Rosanna Ruiu segnare un importante punto a suo favore lo scorso dicembre, quando il giudice Maria Angioni ha deciso nel merito ordinando il suo reintegro «nella propria posizione istituzionale e funzionale di avvocato coordinatore dell’area dirigenziale Avvocatura di Ateneo dell’Università di Sassari». Secondo i legali di Rosanna Ruiu, il ruolo professionale e la prestazione lavorativa della loro assistita erano stati gravemente compromessi perché «privata del suo ruolo apicale di avvocato coordinatore dell’area dirigenziale dell’avvocatura di ateneo, era stata assegnata al mero coordinamento amministrativo dell’area contratti, adibita a mansioni corrispondenti a “passacarte dell’Avvocatura dello Stato».
Prima di questa sentenza, c’era stato un primo reclamo stato accolto e successivamente bocciato da un collegio che aveva ritenuto comunque «estremamente qualificata» la nuova mansione. Il giudizio di merito ha dato ragione a Rosanna Ruiu e il relativo ricorso è ancora pendente (probabilmente se ne parlerà tra un anno), ma gli avvocati dell’Università, una volta lette le motivazioni della sentenza, hanno presentato alla corte d’appello un’istanza di sospensione che è stata accolta lo scorso 30 aprile. Nella stessa data i giudici (presidente Marcello Giacalone, consiglieri Cristina Fois e Francesca Lupino) avevano anche deciso di riunirsi un’altra volta per decidere sulla conferma, la revoca o la modifica del loro provvedimento. Il 10 giugno hanno sciolto la riserva e confermato la sospensione ritenendo che sussistano «la presenza di profili di criticità della motivazione del primo giudice pronunciatasi per la giurisdizione del giudice ordinario su tutta la materia del contendere».
L’incarico di responsabile dell’ufficio legale le era stato attribuito con una delibera del Cda il 9 maggio del 2000 e un’altra delibera, il 18 maggio del 2018, glielo aveva revocato. Da quel momento è cominciata una battaglia legale che ha visto Rosanna Ruiu segnare un importante punto a suo favore lo scorso dicembre, quando il giudice Maria Angioni ha deciso nel merito ordinando il suo reintegro «nella propria posizione istituzionale e funzionale di avvocato coordinatore dell’area dirigenziale Avvocatura di Ateneo dell’Università di Sassari». Secondo i legali di Rosanna Ruiu, il ruolo professionale e la prestazione lavorativa della loro assistita erano stati gravemente compromessi perché «privata del suo ruolo apicale di avvocato coordinatore dell’area dirigenziale dell’avvocatura di ateneo, era stata assegnata al mero coordinamento amministrativo dell’area contratti, adibita a mansioni corrispondenti a “passacarte dell’Avvocatura dello Stato».
Prima di questa sentenza, c’era stato un primo reclamo stato accolto e successivamente bocciato da un collegio che aveva ritenuto comunque «estremamente qualificata» la nuova mansione. Il giudizio di merito ha dato ragione a Rosanna Ruiu e il relativo ricorso è ancora pendente (probabilmente se ne parlerà tra un anno), ma gli avvocati dell’Università, una volta lette le motivazioni della sentenza, hanno presentato alla corte d’appello un’istanza di sospensione che è stata accolta lo scorso 30 aprile. Nella stessa data i giudici (presidente Marcello Giacalone, consiglieri Cristina Fois e Francesca Lupino) avevano anche deciso di riunirsi un’altra volta per decidere sulla conferma, la revoca o la modifica del loro provvedimento. Il 10 giugno hanno sciolto la riserva e confermato la sospensione ritenendo che sussistano «la presenza di profili di criticità della motivazione del primo giudice pronunciatasi per la giurisdizione del giudice ordinario su tutta la materia del contendere».
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