Furti in appartamento, una condanna

Fabio Melki dovrà scontare tre anni e dieci mesi per una raffica di colpi in casa

SASSARI. Era finito in manette un anno fa con l’accusa di essere il responsabile di una raffica di furti messi a segno in città tra febbraio e novembre del 2018 all’interno di appartamenti e istituti scolastici.

Secondo gli investigatori della squadra mobile ci sarebbe stato proprio Davide Melki, 29enne originario di Tempio, dietro la lunga serie di colpi che avevano creato grande paura tra i cittadini di diversi quartieri della città.

I giorni scorsi l’uomo, difeso dall’avvocato Andrea Piroddi, è finito davanti al giudice dell’udienza preliminare Antonello Spanu ed è stato condannato a tre anni e dieci mesi di reclusione, per i furti in abitazione e assolto per quelli negli istituti scolastici. Per lui il pubblico ministero Mario Leo aveva chiesto una pena di quattro anni. Nei confronti dell’uomo i giorni scorsi un anno fa era stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudice delle indagini preliminari Michele Contini su richiesta della Procura della Repubblica.

A incastrarlo erano state le impronte digitali lasciate sui luoghi visitati durante le razzie. Erano stati gli esperti della Scientifica della polizia a individuarle durante i sopralluoghi dopo i furti.

E proprio durante un tentativo di furto alla fine di novembre di due anni fa Melki era stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio per aver colpito un carabiniere con un pugno staccato con un morso un pezzo di orecchio a un altro inquilino. Per quell’episodio verrà giudicato a ottobre.

In quell’occasione Melki era stato fermato dopo che per alcune ore carabinieri e polizia gli avevano dato la caccia per tutta la città. Quando gli investigatori della sezione operativa dell’Arma lo avevano fermato in via Sorso aveva ancora le scarpe sporche di sangue.

Poche ore prima, quando aveva capito di essere in trappola, aveva prima finto un malore e poi si era scagliato improvvisamente contro chi lo aveva sorpreso e bloccato sulle scale di un condominio di via Sulcis, mentre tentava di svaligiare un appartamento.

Per riuscire a darsi alla fuga il malvivente aveva prima colpito un carabiniere con un pugno e poi – con un morso – aveva staccato un pezzo di orecchio a uno zio del militare. (l.f.)

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