Campus, crepe in maggioranza

Scontro in aula con il “gruppo Cuccureddu” che mette nel mirino Alivesi e cerca visibilità 

SASSARI. Un ordine del giorno galeotto, presentato dal capogruppo del Misto di minoranza Mariolino Andria e approvato con sei voti non previsti da parte della maggioranza. Una sfuriata “esemplare” alla fine del consiglio da parte del sindaco (che, sornione, non aveva dato, né fatto dare, nessuna indicazione di voto). E un cartellino giallo (tendente al rosso) sventolato in faccia al gruppo di Sassari Civica, l’unica delle 5 liste che ha appoggiato Campus nella conquista di Palazzo Ducale strutturata a livello regionale. Quella di Pietro Demurtas, Giuseppe Deiana, Massimo Rizzu, Marco Manca, Sofia De Martis (e Peppino Palopoli, che dal maxi monogruppo è già uscito tenendosi in dote il simbolo), che fa capo a Sardegna civica di Franco Cuccureddu e che quell’innocuo documento dedicato al «potenziamento della segreteria del consiglio comunale», aveva votato. «Siete fuori dalla maggioranza – gli avrebbe detto il sindaco Campus –. Altrimenti a dimettermi sarò io».

Strappo alla fine, almeno in parte, ricucito. L’ennesimo, visto che i “cuccureddiani” già da qualche mese cercano di aprire una crepa del monolite messo in piedi dal sindaco Campus subito dopo le elezioni e retto dal capogruppo Manuel Alivesi che, per la prima volta nella storia cittadina, guida ben 20 consiglieri sotto un unico vessillo. A farli innervosire è proprio la figura di Alivesi, l’altro ieri assente al momento del voto galeotto, giudicato poco propenso al dialogo con i consiglieri, e ad accogliere le “sollecitazioni” delle diverse anime della maggioranza. Ma in realtà il problema è tutto legato alla visibilità politica, che con gli appuntamenti elettorali che si avvicinano è moneta preziosa per movimenti, gruppi e partiti. E che invece, almeno dentro l’aula di Palazzo Ducale, Campus non è intenzionato a regalare a nessuno.

In realtà il gruppo non avrebbe voluto portare lo scontro al piano superiore, con il responsabile cittadino e consigliere comunale Massimo Rizzu, che si è affrettato a gettare acqua sul fuoco: «Il voto favorevole all’ordine del giorno è frutto di una mera incomprensione fra consiglieri, non certamente classificabile come atto politico contro il sindaco o la giunta. Il gruppo è unito e compatto nel sostenere l’operato e la figura del sindaco». Ma la “guerriglia” d’aula è invece entrata di prepotenza nelle stanza del sindaco. Che con il “gruppo Cuccureddu” aveva già avuto un duro confronto su una scivolosissima mozione sul declassamento della strada Provinciale di Platamona, non concordata né particolarmente gradita al primo cittadino, e in seguito ritirata dai consiglieri. E che continua a rintuzzare con la stessa decisione qualsiasi richiesta legata a un rimpasto.

Si vedrà. Anche perché il gruppo dalla maggioranza non ha nessuna intenzione di uscire. E la sfuriata di Campus sembra più un chiaro avviso ai naviganti che una vera e propria rottura. Anche perché il sindaco sa bene che le fibrillazioni aumenteranno esponenzialmente più le urne, di qualsiasi tipo, si avvicineranno. Le prime ad aprirsi saranno quelle delle suppletive del Senato. E, nonostante la situazione sia decisamente “liquida”, si annunciano sorprese. Una potrebbe essere legata alla candidatura comune che sta maturando tra centrosinistra e M5s che potrebbe avere l’assolutamente informale appoggio anche del “gruppo” del sindaco se l’indicazione sarà gradita. L’ipotesi? Al nome già noto dell’ex rettore Attilio Mastino potrebbe aggiungersi quello del suo successore, e presto uscente, Massimo Carpinelli.



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