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Sassari

Svuotata la cassaforte dell’Anagrafe di Sorso

di Salvatore Santoni
Svuotata la cassaforte dell’Anagrafe di Sorso

Giallo sulle modalità del furto che ha fruttato ai ladri un bottino di 2mila euro Il forziere è stato aperto con la sua chiave lasciata poi inserita nella toppa

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SORSO. Avete presente quel sussulto misto tra terrore e fastidio quando aprite il portafoglio ed è tristemente vuoto? È più o meno quello che è capitato nei primi giorni di luglio all’ufficio Anagrafe del Comune di Sorso quando i dipendenti hanno aperto la cassaforte scoprendo un ammanco di 2mila euro.

Dopo alcune verifiche interne, il personale ha denunciato il fatto ai carabinieri, che hanno avviato le indagini per risalire ai responsabili del furto. I militari di Sorso, in questi giorni guidati dal vicecomandante Stefano Robaldo, hanno cominciato fin da subito a scavare nella vicenda per fare chiarezza.

Secondo le prime scarne indiscrezioni che trapelano dalla cortina che circonda le indagini, pare che i dipendenti abbiano ritrovato la chiave ancora inserita nella toppa della cassaforte. E se ne sarebbero accorti per lo spessore creato dalla chiave tra la parete e la cornice del quadro dietro il quale è installato il blindato. Resta da capire in che modo i malintenzionati sono venuti in possesso della chiave: in questo modo mettere le mani sul bottino è stato un gioco da ragazzi.

In ogni caso le indagini dei carabinieri sarebbero già a buon punto. In particolare, gli investigatori starebbero passando al setaccio i filmati del sistema di videosorveglianza installato agli ingressi del municipio e quelli delle telecamere sparse nella zona. Indicazioni preziose per risalire ai ladri potrebbero arrivare anche dall’analisi dei tabulati telefonici. Oltre che, chiaramente, dalle testimonianze dei dipendenti che gravitano nell’ufficio Anagrafe

In questa fase delle indagini, infatti, ogni informazione potrebbe rivelarsi schiacciante per stringere il cerchio attorno ai ladri. Tra l’altro sarebbe esclusa la pista dell’effrazione del palazzo comunale. Questa ipotesi restringerebbe di molto il campo dei responsabili del furto alle persone che hanno libero accesso al municipio, magari anche fuori dall’orario di apertura al pubblico. Ma non è esclusa nemmeno l’ipotesi – questa in realtà è abbastanza remota – che i ladri siano riusciti a effettuare un blitz fulmineo mentre l’ufficio era aperto, approfittando magari dell’assenza momentanea dei dipendenti.

Anche il Comune ha avviato alcune verifiche interne. Pare infatti che alcuni dipendenti siano stati sentiti dai vertici della stessa amministrazione, ma non sono stati resi noti provvedimenti a riguardo. D’altronde in Comune hanno cercato di gestire la vicenda in sordina, senza pubblicizzare l’ammanco. Gran parte del quale, se non tutti i 2mila euro, erano sostanzialmente l’incasso dell’emissione delle carte di identità, che tra l’altro comprende una quota da versare nelle casse dello Stato.

E ora, infatti, con tutta probabilità il Comune dovrà comunque trasferire i fondi attingendoli da qualche piega del bilancio.

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