Sassari, sfida all’ultimo discount

Concorrenza spietata, recessione, calo di fatturati: ma in città apre Md e cambiano altre insegne 

SASSARI. Lo scenario è questo: Sassari è tra le città d’Italia con il più alto numero di supermercati in rapporto al numero di abitanti. Rispetto a dieci anni fa, la grande distribuzione ha germogliato in maniera florida anche a Cagliari e in altri contesti urbani, e il primato sassarese è meno marcato. Resta però il fenomeno Predda Niedda, dove i discount, le medie e grandi strutture di vendita continuano a spuntare come funghi.

L’ultima new entry è l’ipermercato Md aperto a poca distanza dalla Sidernet: un azzardo, verrebbe da pensare, considerata l’agguerrita concorrenza localizzata nel raggio di mezzo chilometro: la Lidl, Eurospin come diretti competitor, e poi ancora i colossi di Auchan che sta per diventare Conad e poi Nonna Isa la Piazzetta e Carrefour Tanit. Ritagliarsi spazi vitali dentro un mercato così apparentemente saturo, a primo acchito, sembra una sfida tutta in salita.

Ma Md non si muove a caso, e non schiera risorse senza aver fatto dei precisi studi che supportino la sostenibilità economica del progetto. Tradotto: evidentemente i margini di guadagno esistono.

«Più che un caso Sassari, io parlerei di un caso Sardegna – spiega il segretario regionale Uiltucs Cristiano Ardau – c’è una guerra in atto a erodere piccole fette di mercato alla concorrenza. Che una tipologia commerciale come quella di Md abbia provato ad inserirsi nel contesto di Predda Niedda non è così anomalo. I consumi sono in forte diminuzione, ci troviamo in uno scenario di piena recessione, le vendite sono precipitate e la composizione del carrello è diventata molto particolare. In questo momento le persone mangiano meno e scegliendo prodotti più economici. Ecco che per un soft discount come Md il terreno potrebbe rivelarsi favorevole». Andrà però a rosicchiare quote di mercato degli altri competitor, e si profila una pericolosa lotta per la sopravvivenza: «Quando si erode il fatturato e si assottigliano i margini – prosegue Ardau – a risentirne prima di tutto saranno i salari dei dipendenti. Non c’è scampo ed è una spirale inevitabile e perversa. Il supermercato che riuscirà a performare meglio con una politica di prezzi riuscirà ad attrarre clienti. Ma per avere un listino sarà necessario abbassare i costi di gestione e quindi andare a incidere sulle retribuzioni o sugli orari di lavoro del personale. Purtroppo in questi anni si è assistito a frequenti aperture e chiusure di medie strutture di vendita, di insegne e marchi che cambiano con troppa frequenza, e non sempre la libera concorrenza innesca dei processi virtuosi. Può andar bene sul versante dei prezzi, ma a pagare lo scotto di questa competizione all’ultima offerta è l’anello più debole della catena, ovvero il lavoratore. Al quale, per esempio, per prestare servizio la domenica, verrà riconosciuta una maggiorazione di 2 euro e 50 l’ora. Senza la possibilità di rifiutarsi e di scegliere una giornata al mare con la propria famiglia».

L’apertura del punto Md nella zona Industriale non è l’unica novità di queste settimane. Il marchio Pam del ipermercato di Sant’Orsola è diventato Coop, ed è ormai imminente anche il cambio di insegne del supermercato Auchan che a settembre diventerà Conad, gruppo che andrà ancora di più a consolidare la sua posizione di prestigio nel territorio sassarese.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

WsStaticBoxes WsStaticBoxes