Alla Pelosa la carica dei 150mila

Il numero chiuso non ferma l’assalto. Il sindaco: «Miglioreremo, ma è comunque un successo»

STINTINO. Tutto esaurito in paradiso. Alla Pelosa si fanno i conti dopo la prima estate a numero chiuso, con oltre 130mila ticket staccati, almeno altri 20mila under 12 entrati insieme ai genitori (erano esentati dal “contributo da 3.5 euro), posti sold-out dal primo luglio al 6 settembre, qualche smagliatura e più di una protesta, con il sindaco di Stintino Antonio Diana che più di una volta ha imbracciato carta e penna per rispondere per le rime a turisti scontenti. «Sentimento inevitabile – sottolinea dal suo ufficio di via Torre Falcone – e, considerando i numeri e la complessità del progetto, comunque decisamente minoritario rispetto alla generale soddisfazione e i risultati raggiunti».

Effettivamente le 150mila presenze “abbondanti” che hanno calcato la bianca sabbia della perla stintinese sono poca cosa rispetto ai 400-500mila che affollavano ogni estate la spiaggia gioiello, tra le più note e desiderate al mondo. Una mostruosa pressione antropica che stava condannando a morte il delicatissimo litorale stintinese. «La cui tutela – sottolinea Diana – resta la priorità assoluta».

E allora viene da chiedersi se 1500 al giorno, diventati 1700 ad agosto, bambini esclusi, non fosse un numero troppo alto. «Chiariamo subito un punto – sottolinea il primo cittadino – il numero di 1500 è stato calcolato da esperti sulla pressione antropica sopportabile dal litorale. A fine settembre faremo di nuovo il punto. E sempre gli esperti rifaranno i calcoli. Se mi dicono che dobbiamo scendere a 1000, a 800, sarà fatto. Se mi dicono che l’unico modo per salvare la Pelosa è chiuderla lo farei lo stesso».

Restano le “smagliature” di un servizio perfettibile. «Era il primo anno – si difende Diana – e tutto è stato organizzato in pieno lockdown, con inevitabili ritardi. Abbiamo imparato molto. Ad esempio sui bambini, stimavamo che sarebbero stati il 15 per cento, e che, stando quasi sempre in acqua o sulla battigia, non avrebbero “pesato” sulla spiaggia. Ora analizzeremo le presenze e vedremo se è così, e se dall’anno prossimo dovranno rientrare anche loro nei 1500 bagnanti previsti».

Criticità anche per i confini della zona “bloccata”, difficili da individuare in una spiaggia dalla configurazione così mutevole come la Pelosa. «Quest’estate – spiega Diana – la spiaggia si è spostata molto a levante, unendosi di fatto con la Pelosetta che non era sottoposta a numero chiuso. Da qui si è generata molta confusione, con molti che andavano con il bracciale alla Pelosetta e si lamentavano di vedere tanta gente senza. Ma c’è stata anche una effettiva riduzione degli spazi».

La “sicurezza” e la distanza interpersonale, assicura Diana, non è però mai venuta meno: «Come ho raccolto le prime segnalazioni ho fatto due cose, ho iniziato a mandare la polizia locale in spiaggia “in borghese” per controllare e documentare con relazioni e foto. E ho messo un barracello al lavoro per ogni addetto della cooperativa, per aiutarlo a far rispettare le regole. Relazioni e foto, anche dal drone, sono a disposizione. Nonostante la solita tendenza ad andare tutti sulla battigia gli spazi ci sono sempre stati, e le distanze sono state rispettate. Certo, se si fa una foto scattata dal basso in riva al mare la percezione è diversa. Poi stiamo comunque parlando della Pelosa, magari a ferragosto, chiaramente chi si aspettava di trovare 10 metri quadri in riva al mare ci è rimasto male». Il sindaco contesta soprattutto come il ticket è stato da alcun inteso: «Non era il biglietto del cinema che dava diritto alla poltrona. Ma un contributo per la salvaguardia della spiaggia, il cui introito è stato interamente assorbito dalla gestione estiva, tra pulizia, docce, personale. Chi lo ha capito ha pagato volentieri una cifra tutto sommato bassa». Sul caro posteggi poi: «Anche qui la solita polemica. Si vuole arrivare in auto in riva al mare e ci si lamenta dei costi. C’è una navetta da Stintino che costa un euro. Ci sono posteggi gratis a 7-800 metri di distanza. Comunque il problema presto non si porrà, visto che quei posteggi in riva al mare devono sparire».

La scommessa vera infatti non è il numero chiuso, ma il maxi progetto di riqualificazione, che prevede la demolizione della strada litoranea sostituita da una passerella in legno sospesa sotto cui far rinascere il sistema dunale. «Stiamo aspettando la risposta del Genio Civile, ultimo della trentina di Enti e Istituzioni che hanno dato il loro via libera. Il progetto definitivo è già pronto, manca l’esecutivo e il bando. Con il cantiere che aprirà si spera nell’autunno 2021 o al massimo all’inizio del 2022».



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