Nell’Aou c’è la fuga dei dirigenti

I settori Acquisti, Affari generali e Risorse umane sono senza responsabili: delibere e gare ferme

SASSARI. La home page dell’Aou è da qualche settimana che langue di aggiornamenti. Non è un buon segno, anche perché le delibere sono un po’ come le pulsazioni vitali: in questo momento il battito è a zero. Il motivo è semplice: da due settimane non c’era un comandante che potesse firmare decisioni strategiche. Forse però non era il frangente più adatto per un regime di autogestione. Insomma, l’Aou di Sassari si prepara all’eventuale seconda ondata di Covid, ma lo fa navigando a vista. Cioè senza mani salde sul timone, nel regno dei facenti funzioni, perché buona parte dei posti di comando al momento restano vacanti. Il commissario Antonio Spano, nominato in via provvisoria per sostituire il dimissionario Giovanni Maria Soro, con mandato ufficialmente scaduto dal primo settembre è stato riconfermato nel suo incarico solamente ieri pomeriggio. Per la nomina del direttore generale, la politica prende ancora tempo.

Il problema è che non manca solo il timone, ma nella gerarchia di comando latitano altri graduati, alcuni dei quali in postazioni davvero strategiche. Niente responsabile delle risorse Umane, perché la dirigente Chiara Seazzu approda a una scrivania del Comune di Sassari. E la stessa scelta ha fatto il collega Antonio Solinas, direttore degli Affari Generali. Senza queste figure quadro, è già evidente che una larga fetta dell’attività amministrativa dell’Aou risulta completamente ingessata.

Ma non basta: c’è un’altra casella importantissima che salta: la direttrice del servizio Acquisti Ivana Falco è in procinto di rientrare a Cagliari. Quindi anche per la semplice incombenza delle “compere”, non c’è un referente che possa mettere il proprio nome su un atto, nero su bianco. Vien da chiedersi il motivo di questo esodo di massa dagli uffici dell’Aou: e la risposta, stando alle lamentele del personale, è questa: pochissime possibilità, se non inesistenti, di avanzamento di carriera.

Le posizioni organizzative sono state già deliberate nel marzo del 2019, e ci sono anche i fondi stanziati. Ma ad oggi non è stato bandito alcun concorso. Il prosciugamento delle figure di vertice, in un momento così delicato, si traduce in un solo approccio gestionale: navigazione a vista, nessuna programmazione, si procede secondo l’emergenza. Esempio: non c’è alcuna possibilità di potenziare l’organico con nuove assunzioni di personale. Se dovessero servire nuovi innesti di infermieri o di oss, le delibere sono in freezer. Si può solamente avvalersi del regime di straordinari, facendo lavorare di più gli attuali dipendenti. Oppure ricorrere alle assunzioni attraverso le società interinali, che sono onerose e vanno ad alimentare il già consistente precariato nella sanità.

Inoltre c’è ancora un altro aspetto da non sottovalutare: anche le gare di appalto al momento sono ferme. E questo è un tasto dolente, perché la dirigenza dell’Aou si era impegnata a schierare una task force in grado di bandire le gare in tempi utili e non ricorrere all’istituto ormai fuori legge della proroga. Ma senza dirigenti che mettono le firme, non si possono nominare le commissioni che valutano le offerte e nemmeno partire con la fase istruttoria. E anche le commissioni già nominate, per lo stesso motivo sono costrette a rimanere in stand-by.

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