Canopoleno, tamponi a pieni voti
di Giovanni Bua
Tutti negativi gli oltre venti positivi allo screening sierologico. Il dirigente: «Controlli scrupolosi»
3 MINUTI DI LETTURA
SASSARI. «Tutti i tamponi fatti al personale docente e amministrativo risultato positivo allo screening sierologico eseguito nei giorni scorsi hanno dato esito negativo. Si attendono gli ultimi risultati, con gli interessati che sono chiaramente in isolamento volontario e, dal giorno del test, non hanno mai messo piede nell’Istituto». Rassicura studenti e genitori Stefano Manca, dirigente scolastico del Canopoleno. Finito al centro di una ridda di voci dopo la notizia che almeno una ventina delle circa 200 persone che si erano sottoposte allo screening a Rizzeddu erano risultate positive al sierologico.
«Una percentuale che consideriamo in linea con il dato nazionale – spiega Manca – che parla di un ipotetico dieci per cento di positivi a un sierologico, che è bene ricordarlo non individua la positività o meno al virus, ma la presenza di anticorpi che potrebbero essere stati sviluppati anche in una precedente infezione. E che, per sua natura, si rivela inevitabilmente impreciso nel individuare i positivi al Covid». Come in questo caso, con i possibili positivi che, con grande sollievo di tutti, sono finiti per essere tutti negativi. «Siamo in attesa – continua il rettore del Convitto nazionale – del risultato degli ultimi tamponi. Ma per ora non è stato segnalato nessun caso. E poi, è bene sottolinearlo, non c’è mai stato nessun rischio, né nessun rallentamento dell’attività, che è iniziata puntuale il 22 settembre e procede a vele spiegate».
Rassicurazione non da poco per la “cittadella” del Canopoleno, fondato agli inizi del ’600 dal prelato sassarese Antonio Canopolo, casa dei seminaristi gesuiti, poi Collegio dello Stato riservato quasi esclusivamente ai figli della ricca borghesia sassarese, infine Convitto nazionale dal 1860. Una storia secolare attraversata da personaggi come Palmiro Togliatti (che fu convittore) Antonio Segni, Camillo Bellieni, Enrico Berlinguer, Francesco Cossiga, Antonio Pigliaru e Salvatore Mereu, con il Convitto che attualmente accoglie più di 1000 alunni, dagli 0 ai 20 anni, con scuole materne, elementari, medie, il celebre liceo classico (ora anche con indirizzo europeo) a cui si è aggiunto lo scientifico ad indirizzo sportivo, e l’internazionale con opzione, unica nell’Isola, della lingua cinese. Oltre a 62 convittori residenti e un cuore sportivo offerto alla città che ruota intorno alla piscina, alla palestra coperta con campo regolamentare per pallacanestro, pallavolo e pallamano, al campo di calcio regolamentare con campi polivalenti per le attività di pallacanestro, pallavolo, calcetto, pallamano e tennis.
Una città per la città, che non si può permettere distrazioni nell’affrontare l’emergenza Covid. «Il rispetto delle regole – conclude Manca – è rigoroso. E ci ha permesso di aprire il convitto, di mettere in moto, tra i primi, il servizio mensa, di far lavorare in piena sicurezza le nostre strutture sportive e far studiare i nostri ragazzi. Certo, la battaglia è quotidiana, e il rischio sempre presente. Ma il Canopoleno è il luogo giusto in cui affrontarlo con serietà e serenità.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«Una percentuale che consideriamo in linea con il dato nazionale – spiega Manca – che parla di un ipotetico dieci per cento di positivi a un sierologico, che è bene ricordarlo non individua la positività o meno al virus, ma la presenza di anticorpi che potrebbero essere stati sviluppati anche in una precedente infezione. E che, per sua natura, si rivela inevitabilmente impreciso nel individuare i positivi al Covid». Come in questo caso, con i possibili positivi che, con grande sollievo di tutti, sono finiti per essere tutti negativi. «Siamo in attesa – continua il rettore del Convitto nazionale – del risultato degli ultimi tamponi. Ma per ora non è stato segnalato nessun caso. E poi, è bene sottolinearlo, non c’è mai stato nessun rischio, né nessun rallentamento dell’attività, che è iniziata puntuale il 22 settembre e procede a vele spiegate».
Rassicurazione non da poco per la “cittadella” del Canopoleno, fondato agli inizi del ’600 dal prelato sassarese Antonio Canopolo, casa dei seminaristi gesuiti, poi Collegio dello Stato riservato quasi esclusivamente ai figli della ricca borghesia sassarese, infine Convitto nazionale dal 1860. Una storia secolare attraversata da personaggi come Palmiro Togliatti (che fu convittore) Antonio Segni, Camillo Bellieni, Enrico Berlinguer, Francesco Cossiga, Antonio Pigliaru e Salvatore Mereu, con il Convitto che attualmente accoglie più di 1000 alunni, dagli 0 ai 20 anni, con scuole materne, elementari, medie, il celebre liceo classico (ora anche con indirizzo europeo) a cui si è aggiunto lo scientifico ad indirizzo sportivo, e l’internazionale con opzione, unica nell’Isola, della lingua cinese. Oltre a 62 convittori residenti e un cuore sportivo offerto alla città che ruota intorno alla piscina, alla palestra coperta con campo regolamentare per pallacanestro, pallavolo e pallamano, al campo di calcio regolamentare con campi polivalenti per le attività di pallacanestro, pallavolo, calcetto, pallamano e tennis.
Una città per la città, che non si può permettere distrazioni nell’affrontare l’emergenza Covid. «Il rispetto delle regole – conclude Manca – è rigoroso. E ci ha permesso di aprire il convitto, di mettere in moto, tra i primi, il servizio mensa, di far lavorare in piena sicurezza le nostre strutture sportive e far studiare i nostri ragazzi. Certo, la battaglia è quotidiana, e il rischio sempre presente. Ma il Canopoleno è il luogo giusto in cui affrontarlo con serietà e serenità.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
