Le “mamme di quartiere” iniziano il loro cammino
di Giovanni Bua
Oggi 20 donne italiane e straniere partono con la formazione targata Iti Impareranno ad essere punto di riferimento per i residenti del centro storico
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SASSARI. Le “mamme” del centro storico si incontreranno per la prima volta questa mattina. Per iniziare il percorso, a cura dei referenti del Comune di Sassari e del team di progetto della Primaidea srl che segue la realizzazione delle attività, che le porterà, attraverso azioni formative multidisciplinari, percorsi laboratoriali e di accompagnamento e tutoraggio, a diventare punto di riferimento della comunità locale, soprattutto delle altre “mamme” e delle famiglie, da affiancare e coinvolgere nel processo di rigenerazione del cuore malandato della città.
Si tratta del progetto “Madri di Quartiere”, messo in piedi dal Comune di Sassari per valorizzare il protagonismo delle donne che vivono nella parte bassa del centro storico.
Protagoniste saranno 20 donne, italiane e straniere, che questa mattina si troveranno per un “kick off meeting” in Corso Vittorio Emanuele, dove inizieranno a conoscersi, ascolteranno i punti fondamentali del progetto, parte della strategia ITI Sassari Storica, che prevede un insieme di interventi integrati promossi dal Comune di Sassari con l’obiettivo di rigenerare il centro storico cittadino. Si presenteranno con “il gioco del gomitolo” (ognuna col il gomitolo in mano racconta di sè, poi lo lancia a un’altra passandole la parola), si “attiveranno”, camminando nella stanza e osservandosi in silenzio, o proponendo problemi e successive soluzioni. Esordio di una formazione che sarà corposa e profonda: 120 ore a studiare italiano, cittadinanza attiva, cultura, informatica legislazione in materia di immigrazione, 340 ore di laboratori, più di 1000 di tutoraggio e accompagnamento. Il tutto per valorizzarne competenze e saperi, e al contempo rafforzare il legame tra la comunità locale e la rete territoriale dei servizi socio-sanitari, contribuendo attivamente alla prevenzione e al contrasto del disagio socio-culturale.
Al progetto lavorerà un’équipe multi professionale di psicologhe, educatrici e mediatrici, formatori e tutor che opereranno in modo coordinato per guidare le partecipanti lungo il percorso per diventare “Madri di Quartiere”.
Al termine di tale percorso, le donne avranno le competenze necessarie per esercitare una cittadinanza piena ed attiva; grazie al rafforzamento della fiducia in sé stesse, della loro autostima e del ruolo sociale che possono ricoprire all’interno della realtà territoriale di riferimento.
“Madri”, quindi, non solo mediatrici di relazioni ma anche "generatrici di altre madri di quartiere” in grado di contaminare e coinvolgere donne o interi nuclei familiari non altrimenti raggiungibili. Che insieme possono iniziare un nuovo cammino di aiuto reciproco e condivisione.
Si tratta del progetto “Madri di Quartiere”, messo in piedi dal Comune di Sassari per valorizzare il protagonismo delle donne che vivono nella parte bassa del centro storico.
Protagoniste saranno 20 donne, italiane e straniere, che questa mattina si troveranno per un “kick off meeting” in Corso Vittorio Emanuele, dove inizieranno a conoscersi, ascolteranno i punti fondamentali del progetto, parte della strategia ITI Sassari Storica, che prevede un insieme di interventi integrati promossi dal Comune di Sassari con l’obiettivo di rigenerare il centro storico cittadino. Si presenteranno con “il gioco del gomitolo” (ognuna col il gomitolo in mano racconta di sè, poi lo lancia a un’altra passandole la parola), si “attiveranno”, camminando nella stanza e osservandosi in silenzio, o proponendo problemi e successive soluzioni. Esordio di una formazione che sarà corposa e profonda: 120 ore a studiare italiano, cittadinanza attiva, cultura, informatica legislazione in materia di immigrazione, 340 ore di laboratori, più di 1000 di tutoraggio e accompagnamento. Il tutto per valorizzarne competenze e saperi, e al contempo rafforzare il legame tra la comunità locale e la rete territoriale dei servizi socio-sanitari, contribuendo attivamente alla prevenzione e al contrasto del disagio socio-culturale.
Al progetto lavorerà un’équipe multi professionale di psicologhe, educatrici e mediatrici, formatori e tutor che opereranno in modo coordinato per guidare le partecipanti lungo il percorso per diventare “Madri di Quartiere”.
Al termine di tale percorso, le donne avranno le competenze necessarie per esercitare una cittadinanza piena ed attiva; grazie al rafforzamento della fiducia in sé stesse, della loro autostima e del ruolo sociale che possono ricoprire all’interno della realtà territoriale di riferimento.
“Madri”, quindi, non solo mediatrici di relazioni ma anche "generatrici di altre madri di quartiere” in grado di contaminare e coinvolgere donne o interi nuclei familiari non altrimenti raggiungibili. Che insieme possono iniziare un nuovo cammino di aiuto reciproco e condivisione.
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