«Il tirocinio prepara al concorso non può dare lavoro in tribunale»

SASSARI. «La missione dell’Aspal è tutelare i giovani e aiutarli nella ricerca di occupazione dando loro innovative opportunità per accedere al mercato del lavoro. Per questo siamo rimasti stupiti...

SASSARI. «La missione dell’Aspal è tutelare i giovani e aiutarli nella ricerca di occupazione dando loro innovative opportunità per accedere al mercato del lavoro. Per questo siamo rimasti stupiti nell’apprendere che alcuni tirocinanti giudiziari si siano sentiti poco tutelati alla fine del loro tirocinio». Così l’Aspal ha risposto alla protesta dei laureati che hanno svolto il periodo di formazione negli uffici giudiziaria di Sassari. «Per la prima volta più di cento giovani, laureati e under 35, grazie all’accordo tra l’Aspal e le Corti di Appello di Cagliari e Sassari, e al finanziamento di 500mila euro messi a disposizione dalla Regione, sono entrati negli uffici giudicanti della Sardegna. Hanno avuto l’occasione di vedere, capire, toccare con mano cosa si fa nei palazzi di giustizia così da vere una preparazione pratica da utilizzare poi nei concorsi necessari per entrare nelle pubbliche amministrazioni», prosegue l’Aspal.

«Le regole del tirocinio sono chiare: non costituiscono un rapporto di lavoro. Sono degli stage per acquisire nuove conoscenze e favorire l’ingresso futuro nel mondo del lavoro. Certo, con i tirocini “normali” è possibile e anche auspicabile che poi arrivi anche un contratto di lavoro. Per i tirocini giudiziari, invece, è stato messo in chiaro fin dall’inizio tanto da essere parte del bando, che questo non potesse mai accadere perché nella pubblica amministrazione si entra solo per concorso e il tirocinio è solo una grande occasione per acquisire nella pratica nuove competenze».

Per quanto riguarda la parte più tecnica, invece «la Regione e l’Aspal hanno fatto in modo che dal punto di vista economico le prime 12 giornate di marzo prima della sospensione per lockdown non venissero perse e infatti l’ultimo mese di tirocinio sarà indennizzato al 100% e ci saranno 12 assenze giustificate per compensare appunto il mancato indennizzo». L’altra cosa riguarda le richieste che stanno arrivando dai tirocinanti che vorrebbero partecipare a un concorso del ministero della Giustizia per un posto da operatore giudiziario. «Purtroppo – sottolinea l’Aspal – per una serie di coincidenze sfortunate alcuni ragazzi non potranno scrivere nella domanda al concorso che hanno svolto un tirocinio di un anno perchè anche se per pochi giorni, il tirocinio non è concluso. L’Aspal non può far finta che le giornate di sospensione volute dal Governo per affrontare l'emergenza Covid non ci siano mai state e quindi non può, come alcuni tirocinanti chiedono, anticipare la chiusura dei tirocini. Va anche aggiunto che nel bando di concorso c’è anche scritto che l’attestazione dell’avvenuto tirocinio è a cura dei capi degli Uffici mentre nelle Faq del Ministero alla domanda se i periodi di lockdown possano essere conteggiati nell’anno di tirocinio la risposta è stata che “solo i dirigenti degli uffici sono in grado di certificare lo svolgimento».

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