Colpo di scena in tribunale a Sassari: imputato rischia 8 anni, ma era la vittima

Un 23enne finisce a processo per ricettazione di oro, ma il reato era stato commesso con i suoi documenti rubati

SASSARI. Rischiava fino a otto anni di carcere e per come si era messo il processo il suo destino sembrava segnato, ma quando l’avvocato difensore ha tirato fuori a sorpresa una denuncia per il furto del documento d’identità presentata ai carabinieri tempo prima dall’imputato, anche il giudice ha dovuto ricredersi.

È arrivata l’assoluzione per non aver commesso il fatto ieri mattina per John Maria Salaris, cuoco di Uri di 23 anni residente a Dublino, finito a processo per la ricettazione di decine di gioielli, proventi di una serie di furti all’interno di un’abitazione del paese in cui viveva prima di trasferirsi nella capitale dell’Irlanda.

Era tutto vero - i furti e la ricettazione - tranne il fatto che la persona individuata dai carabinieri e finita a processo per aver smerciato i gioielli fosse realmente l’autore del reato. Il cuoco poco prima di finire nei guai aveva subìto il furto della carta d’identità e aveva presentato una denuncia ai carabinieri del suo paese. Poco tempo dopo i militari erano andati a cercarlo per un’altra vicenda. Il bottino di una serie di furti commessi a casa di un anziano compaesano era finito in più tranche sul banco di un compro oro di Sassari e chi aveva venduto la merce aveva presentato il documento di Salaris.

Il 23enne era finito nei guai e lo scenario che si prospettava per lui era una condanna dai due fino agli otto anni di carcere.

È stato il suo difensore, l’avvocato Umberto Carboni, credendo nella sua innocenza ad effettuare un’indagine difensiva che ha portato all’assoluzione del giovane cuoco. Durante la testimonianza in aula uno dei militari che aveva svolto le indagini aveva riferito al giudice che non era stato fatto un riconoscimento fotografico del Salaris, ma ci si era limitati a controllare il documento d’identità di chi aveva consegnato i gioielli in cambio del denaro. Era emerso inoltre che la persona che aveva venduto il provento del furto commesso a Uri nel compro oro di Sassari era alta circa un metro e novanta, mentre Salaris non arriva a un metro e settanta di altezza.

A quel punto al giudice è stata mostrata la denuncia che John Maria Salaris aveva presentato ai carabinieri per il furto del suo documento d’identità. Ottenere la prova non è stato semplice perché il cuoco aveva smarrito la sua copia, ma l’insistenza dell’avvocato Carboni è stata premiata e i carabinieri l’hanno tirata fuori dai loro archivi.

La tesi accusatoria a quel unto è crollata: la data della denuncia del furto era antecedente alla ricettazione dei gioielli e per il cuoco è arrivata l’assoluzione.

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