La Nuova Sardegna

Sassari

il processo per il funerale fascista  

Il giudice chiama i testimoni loro non sentono e l’udienza slitta

Il giudice chiama i testimoni loro non sentono e l’udienza slitta

SASSARI. Si sarebbe dovuta tenere ieri – ed è invece slittata a febbraio – la prima effettiva udienza del processo a 22 persone chiamate a rispondere di quel saluto fascista, «in schieramento e con...

1 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Si sarebbe dovuta tenere ieri – ed è invece slittata a febbraio – la prima effettiva udienza del processo a 22 persone chiamate a rispondere di quel saluto fascista, «in schieramento e con ordini militari», fatto davanti alla bara del professor Giampiero Todini (docente di Storia del diritto italiano all’Università di Sassari), nel giorno del suo funerale, a settembre del 2018. Un gesto considerato dalla Procura di Sassari «manifestazione usuale al disciolto partito fascista». E quindi un reato. Gli imputati sono attivisti del sodalizio “Casapound Italia”, identificati dalla Digos alcuni giorni dopo la commemorazione.

Ieri mattina erano stati citati i primi due testimoni del pubblico ministero Paolo Piras ma quando il giudice li ha chiamati per nome non si sono presentati in aula e a quel punto è stato costretto a rinviare il processo a febbraio. In realtà i due testi erano in tribunale – e c’erano pure dalla mattina presto – ma non hanno sentito la chiamata e quindi hanno aspettato invano per ore un processo che in realtà era stato rimandato proprio a causa della loro (presunta) assenza.

Anche questi sono inconvenienti della giustizia. (na.co.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative