Il vescovo di Ozieri: «Bullismo mediatico contro noi e Becciu»

Corrado Melis difende l’operato della Caritas e della cooperativa Spes: «Ogni sussidio della Cei o del Vaticano ha solo ridato dignità ai poveri»

OZIERI. «Ci sentiamo schiacciati dal rullo compressore di un’aggressiva campagna mediatica che ha trovato in una tra le più piccole realtà diocesane d’Italia un bersaglio facile e una preda prelibata». É l’amara riflessione che il vescovo di Ozieri Corrado Melis ha diffuso nei giorni scorsi tramite una lettera aperta, nella quale non esita a definire «bullismo mediatico» l’atteggiamento di tanti organi di stampa nazionali e internazionali nei confronti della piccola diocesi dopo lo scoppio del caso giuridico che sta coinvolgendo il cardinale Angelo Becciu anche con accuse di “elargizioni” del porporato ai suoi luoghi di origine e ai propri familiari. Accuse che monsignor Melis bolla come «insinuazioni» ma che stanno facendo vivere alla diocesi di Ozieri «una delle pagine più sofferenti e delicate della sua storia». Ozieri è «una piccola realtà, inserita in un contesto socioculturale umile, costituito da famiglie operose e creative», dice il vescovo», dove «chi annuncia il Vangelo lo fa toccando con mano la precarietà di certe vite, conoscendo personalmente i vissuti delle famiglie», e dove «di certo nessuno ha mai usato la Chiesa per arricchirsi o scalare chissà quale carriera». Eppure dalle pagine dei giornali e dai servizi in tv emerge tutt’altro, e i «numerosi progetti di carità ispirati al cammino di Chiesa in cui ci sta guidando papa Francesco» vengono bollati come regalie. Melis difende con forza l’operato dei sacerdoti e della Caritas diocesana, ribadendo «che ogni sussidio proveniente dalla Cei (8xmille) oppure dalla Segreteria di Stato (carità del Papa) hanno avuto come unica finalità quella di restituire dignità a tante persone con le quali la vita non è stata generosa» ma si spinge anche nello specifico e difende la figura del responsabile della cooperativa Spes Tonino Becciu, il fratello del cardinale, una delle figure finite nel mirino. «Una tra le persone maggiormente impegnate in questo settore da circa un ventennio - dice il vescovo - un uomo messo a servizio della nostra Chiesa dalla Provvidenza». «Dovevamo forse evitare di fare le normali domande di sussidi per la causa dei poveri solo perché il fratello del cardinale occupava un posto di servizio così prezioso?» è la domanda che il vescovo Melis rivolge al mondo, cui chiede anche «perché insistere a convincere i lettori e i telespettatori (trasformati in fabbricatori di share) che i soldi dei poveri sono passati dal portafogli del papa a quello dei fratelli del cardinale Becciu?». Questa vicenda è una ferita per tante persone, ma rischia anche «di aprirsi ancora fino ad inghiottire la Chiesa intera con Papa Francesco» è il monito del vescovo di Ozieri, che propone «di deporre le armi della faziosità o degli scoop passati sottobanco da evidenti manovre di una struttura di peccato spesso annidata anche negli ambienti ecclesiali» e di riflettere «prima di erigere ghigliottine difficili da smantellare anche dopo una sentenza di assoluzione».

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