Spaccio di droga, in quindici dal gup

Tra gli imputati anche un poliziotto e un imprenditore nautico

SASSARI. Si è tenuta ieri davanti al giudice Antonello Spanu l’udienza preliminare per 15 persone arrestate ad agosto dell’anno scorso in una vasta operazione antidroga condotta dal commissariato di polizia di Alghero. Spacciatori intercettati al telefono e microspie installate all’interno dei posti di lavoro avevano consentito di accertare una fiorente attività di smercio di sostanze stupefacenti che a un certo punto aveva coinvolto anche un assistente capo del commissariato di polizia di Alghero, Pasqualino Dimaio, accusato di aver riferito all’amico imprenditore nautico Corrado Usai (anche lui arrestato) dell’esistenza di posti di controllo congiunti delle forze dell’ordine. Informazione che avrebbe permesso, sempre secondo l’accusa, a Usai e ai suoi “compagni” di spaccio di agire indisturbati.

La conversazione tra i due era stata captata dagli investigatori del commissariato algherese, che stavano lavorando da mesi – con grandissima discrezione – per smantellare una rete di spacciatori di cocaina molto attiva in città e avevano capito di avere una spia dentro casa. Agli arresti erano finite altre 13 persone.

Ieri, davanti al gup, la maggior parte dei legali ha fatto richiesta di rito abbreviato condizionato all’esame dell’imputato e alla produzione di prove documentali, altri hanno scelto di andare a dibattimento – è il caso di Dimaio assistito dall’avvocato Elias Vacca e di Giosuè Sechi difeso da Antonio Secci – e altri ancora patteggeranno la pena. Vacca, Secci e il loro collega Nicola Lucchi hanno anche sollecitato la revoca delle misure restrittive per i rispettivi assistiti. Il gup deciderà a gennaio. (na.co.)

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