Contratti e salari: domani infermieri in sciopero

Il Nursing Up per 24 ore aderisce alla manifestazione nazionale delle professioni sanitarie

SASSARI. Domani per 24 ore, si terrà lo Sciopero Nazionale degli infermieri e delle professioni sanitarie indetto dal sindacato di categoria Nursing Up per richiedere un’area di contrattazione autonoma, la rimozione del vincolo di esclusività e l’aumento salariale alla pari dei colleghi Europei.

«Da anni gli infermieri e le altre professioni sanitarie chiedono un contratto autonomo al di fuori del comparto sanità come già avviene per i medici – spiega il dirigente provinciale Andrea Farris – invece nonostante 20 anni di vane promesse della politica di ogni schieramento ci troviamo ancora nel calderone contrattuale con idraulici, amministrativi, ausiliari cuochi etc che, seppur svolgono ruoli rispettabilissimi non hanno la responsabilità legale e l'autonomia professionale che la legge invece impone e prescrive all'infermiere e ai professionisti sanitari. E neanche gli oneri previsti per legge come il pagamento dell'ordine professionale, di una assicurazione professionale privata e della formazione continua che pesano sulle tasche del professionista fino a 3000 euro annui».

Questo sciopero viene organizzato dopo la manifestazione del 15 ottobre in piazza a Roma, dove 4000 infermieri hanno chiesto un area contrattuale autonoma che riconosca oltre gli aumenti salariali anche la formazione post laurea e le reali responsabilità dei professionisti.

«Inoltre abbiamo chiesto la rimozione del vincolo di esclusività che perpetua una grave ingiustizia: ai medici e agli altri dirigenti è permesso avere altre attività lavorative o studi privati in palese conflitto di interessi con le attività aziendali mentre, alle professioni sanitarie, quelle che a mala pena arrivano a fine mese, viene vietata qualunque altra attività lavorativa in nome della fedeltà alle aziende, le stesse che in molti casi non hanno comunicato ai dipendenti i contigenti minimi che stanno ostacolando lo sciopero, perché ora vige nelle aziende anche la paura di perdere un solo infermiere che viene trattato solo come braccia da buttare in un campo di battaglia caotico e senza nessuna organizzazione».

E ancora: «Ci dispiace creare un disagio all'utenza durante la seconda ondata pandemica – conclude Andrea Farris – ma tutte le promesse del Governo, fatte durante la prima ondata sono state disattese; ma nonostante ciò garantiremo i servizi minimi e quelli di urgenza con la serietà e la professionalità che ci ha sempre contraddistinti. Noi non vogliamo essere eroi, vogliamo solo che il Governo e la Conferenza Stato-Regioni riconoscano la nostra professionalità e come tale venga retribuita in maniera adeguata».

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