Il pm: «Concorsi truccati» undici indagati in ateneo

Indagini concluse per professori e ricercatori. Archiviate le accuse per Demuro La Procura: avrebbero “pilotato” i bandi di gara per favorire due candidati

SASSARI. Bandi di gara confezionati su misura, cuciti addosso al candidato prescelto, con contenuti (del bando) addirittura redatti dagli stessi partecipanti. E, ancora, requisiti predeterminati in modo da assicurare la partecipazione al concorso dell’unico “favorito”. E commissari valutatori (con qualifica di pubblici ufficiali) che sottostavano alle richieste del professore ordinario di turno dando parere favorevole al conferimento degli assegni di ricerca nei confronti del candidato che veniva loro indicato.

La procura della Repubblica di Sassari ha notificato la conclusione delle indagini preliminari a undici indagati – tra docenti, direttori di dipartimento e assegnisti di ricerca dell’ateneo sassarese – accusati in concorso e a vario titolo di turbata libertà degli incanti, turbata libertà del procedimento di scelta dei contraente e falsità ideologica nell’ambito dell’inchiesta su presunti concorsi truccati per l’assegnazione di cattedre all’Università di Sassari.

Esce di scena dall’indagine coordinata dal sostituto procuratore Giovanni Porcheddu, l’allota direttore del dipartimento di Giurisprudenza, Gian Paolo Demuro. Posizione stralciata e richiesta di archiviazione per il professore ordinario di Diritto penale, oggi in corsa per la carica di rettore, che aveva chiesto e ottenuto di essere sentito dal pm e dal giudice, assistito dal suo avvocato Marco Costa, per dimostrare – documenti alla mano – la sua estraneità alle accuse che gli venivano mosse. Tra cui quella di essersi fatto “convincere” da Valerio Ficari (professore ordinario di Diritto tributario, indagato e difeso dall’avvocato Agostinangelo Marras) «a modificare la procedura di reclutamento tramite chiamata diretta da professore di II fascia, affinché fosse possibile procedere al trasferimento di Francesco Pepe (anche lui indagato ndc) che proveniva dall’università di Foggia con incarico di ricercatore di Diritto tributario» scrive il pubblico ministero. E c’è la richiesta di archiviazione anche per un secondo indagato della prima ora, ossia il notaio Luca Cattani, candidato per un assegno di ricerca di un anno per un progetto relativo a Diritto commerciale.

Restano invece in piedi le accuse nei confronti di Pepe (44 anni, di Potenza, difeso dall’avvocato Marco Loi), Ficari (romano, 52 anni), Fabrizio Amatucci (52enne di Napoli, commissario valutatore), Franco Paparella (55 anni, di Campobasso ma residente a Roma, anche lui commissario valutatore in uno dei concorsi), Guglielmo Fransoni (56 anni, professore ordinario di Diritto tributario a Foggia, che per la Procura si sarebbe dato da fare per “concretizzare il trasferimento” di Francesco Pepe a Sassari), Giuseppe Giovanni Scanu (sassarese di 51 anni, collaboratore di cattedra di Diritto tributario e commissario valutatore, difeso da Marco Loi), Paolo Barabino (sassarese di 42 anni, assistito dall’avvocato Anna Laura Vargiu, assegnista di ricerca di Diritto tributario nel dipartimento di Economia che «accondiscendendo alle richieste di Ficari e accettando le sue proposte redigeva lui stesso il progetto di ricerca successivamente inserito nel corpus del bando, predisponendolo e strutturandolo sulla base delle proprie conoscenze personali»). E ancora Ludovico Marinò (51enne di Pisa, difeso da Mariano Mameli, all’epoca direttore del dipartimento di Scienze economiche e aziendali dell’Università di Sassari, che avrebbe «formulato un bando di gara sulla base di indicazioni da lui ricevute predeterminando i requisiti necessari e nominando commissari valutatori che favorissero la vittoria di Barabino»). Ancora, Carlo Massimo Ibba (oristanese di 64 anni, difeso da Luca Sciaccaluga, professore ordinario di Diritto commerciale a Sassari, anche lui accusato di aver determinato tipologia e contenuto del bando di gara per favorire Luca Cattani), Valentino Sanna (48 anni, di Sassari, assistito da Paola Milia e Pasquale Fadda, ricercatore di professore associato di Diritto commerciale in Giurisprudenza a Sassari) e Alessio Diego Scano (sassarese di 48 anni, difeso dall’avvocato Roberto Scano, professore associato di Diritto commerciale in Scienze economiche e aziendali a Sassari). Entrambi avevano ricoperto il ruolo di commissari valutatori «rendendosi disponibili a sottoscrivere la relazione finale di idoneità per Cattani».

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