In piazza contro l’Arst «Le nostre vite a rischio»
di Salvatore Santoni
Manifestazione per salvare le cinque fermate soppresse tra Sorso e Castelsardo Il sindaco Capula: «Pronti a trovare alternative ma il servizio deve continuare»
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SORSO. C’è chi, non avendo a disposizione un mezzo privato, ha già perso parecchie giornate di lavoro. E chi, invece, non potendo farsi sfacchinate di chilometri per raggiungere la fermata più vicina, semplicemente si ritrova confinato in casa. Altri, invece, se la fanno in bicicletta fino a Lu Bagnu per poi giocare alla roulette russa nel buio della statale 200.
Sono soltanto alcune delle storie di ordinario disagio di una trentina di persone che, sull’orlo di una crisi di nervi, ieri pomeriggio si sono date appuntamento nel parcheggio del bar “La Tonnara” per manifestare contro la decisione dell’Arst di sospendere cinque fermate lungo la fascia costiera tra Sorso e Castelsardo.
La notizia è arrivata nei giorni scorsi, quando l’Arst ha gelato i due Comuni con una lettera indirizzata ai rispettivi sindaci per annunciare la sospensione delle fermate comprese tra Lu Bagnu e l’incrocio tra la statale 200 e la provinciale 81. In particolare, sono cinque le fermate davanti alle quali i pullman dell’Arst, ormai da qualche giorno, stanno tirando dritti senza caricare o scaricare passeggeri: e cioè Marritza 1 e distributore, la Tonnara, la cantoniera di Pedras de Fogu e, infine, la Peruledda.
All’origine della decisione alcune questioni di sicurezza che l’ente proprietario della strada, l’Anas, ha posto all’Arst. A quel punto l’azienda regionale ha deciso di sospendere le fermate che si affacciano lungo quell’itinerario.
Circostanza che ha fatto imbestialire sorsensi e castellanesi. «Io ho perso dei lavori per colpa di questo disservizio – ha detto uno dei residenti della Tonnara –. Costringere le persone a fare chilometri a piedi e al buio per prendere un pullman non è dignitoso. Questa è una situazione poco umana. Spero soltanto che qualcuno se ne renda conto e faccia qualcosa di buono».
Tra i manifestanti c’erano molti giovani migranti ospiti del centro di accoglienza “Casale dei Pini”, gestito dalla onlus Partecipazione e sviluppo, che da tempo sono costretti a camminate di oltre quattro chilometri per raggiungere altre fermate attive del trasporto pubblico locale. «Circa due settimane fa – ha raccontato il mediatore del centro, Sebastiano Virgilio – uno degli ospiti è stato travolto da un’auto mentre rientrava in bicicletta da Lu Bagnu, dove i nostri ragazzi sono costretti ad arrivare per salire sui mezzi pubblici. Noi chiediamo che le fermate siano ripristinate perché ora la situazione è fuori controllo. In questa strada, completamente inadatta per essere percorsa dai pedoni, soprattutto quando fa buio, ci sono già stati dei morti».
A spalleggiare i manifestanti c’erano anche alcuni amministratori dei due Comuni serviti dalle linee Arst. «Facciamo uno studio per trovare soluzioni alternative per ripristinare le fermate storiche – ha proposto il sindaco di Castelsardo, Antonio Capula –. Noi siamo pronti a collaborare per evitare che vengano eliminate. Ci siamo sentiti col sindaco di Sorso e ci sosterremo a vicenda in questa battaglia».
«Vogliamo che si tenga una discussione con tutti gli enti coinvolti – ha detto la vicesindaca di Sorso, Rita Pisano –. Si tratta di un problema grave per i nostri concittadini e siamo a disposizione per risolverlo».
Sono soltanto alcune delle storie di ordinario disagio di una trentina di persone che, sull’orlo di una crisi di nervi, ieri pomeriggio si sono date appuntamento nel parcheggio del bar “La Tonnara” per manifestare contro la decisione dell’Arst di sospendere cinque fermate lungo la fascia costiera tra Sorso e Castelsardo.
La notizia è arrivata nei giorni scorsi, quando l’Arst ha gelato i due Comuni con una lettera indirizzata ai rispettivi sindaci per annunciare la sospensione delle fermate comprese tra Lu Bagnu e l’incrocio tra la statale 200 e la provinciale 81. In particolare, sono cinque le fermate davanti alle quali i pullman dell’Arst, ormai da qualche giorno, stanno tirando dritti senza caricare o scaricare passeggeri: e cioè Marritza 1 e distributore, la Tonnara, la cantoniera di Pedras de Fogu e, infine, la Peruledda.
All’origine della decisione alcune questioni di sicurezza che l’ente proprietario della strada, l’Anas, ha posto all’Arst. A quel punto l’azienda regionale ha deciso di sospendere le fermate che si affacciano lungo quell’itinerario.
Circostanza che ha fatto imbestialire sorsensi e castellanesi. «Io ho perso dei lavori per colpa di questo disservizio – ha detto uno dei residenti della Tonnara –. Costringere le persone a fare chilometri a piedi e al buio per prendere un pullman non è dignitoso. Questa è una situazione poco umana. Spero soltanto che qualcuno se ne renda conto e faccia qualcosa di buono».
Tra i manifestanti c’erano molti giovani migranti ospiti del centro di accoglienza “Casale dei Pini”, gestito dalla onlus Partecipazione e sviluppo, che da tempo sono costretti a camminate di oltre quattro chilometri per raggiungere altre fermate attive del trasporto pubblico locale. «Circa due settimane fa – ha raccontato il mediatore del centro, Sebastiano Virgilio – uno degli ospiti è stato travolto da un’auto mentre rientrava in bicicletta da Lu Bagnu, dove i nostri ragazzi sono costretti ad arrivare per salire sui mezzi pubblici. Noi chiediamo che le fermate siano ripristinate perché ora la situazione è fuori controllo. In questa strada, completamente inadatta per essere percorsa dai pedoni, soprattutto quando fa buio, ci sono già stati dei morti».
A spalleggiare i manifestanti c’erano anche alcuni amministratori dei due Comuni serviti dalle linee Arst. «Facciamo uno studio per trovare soluzioni alternative per ripristinare le fermate storiche – ha proposto il sindaco di Castelsardo, Antonio Capula –. Noi siamo pronti a collaborare per evitare che vengano eliminate. Ci siamo sentiti col sindaco di Sorso e ci sosterremo a vicenda in questa battaglia».
«Vogliamo che si tenga una discussione con tutti gli enti coinvolti – ha detto la vicesindaca di Sorso, Rita Pisano –. Si tratta di un problema grave per i nostri concittadini e siamo a disposizione per risolverlo».
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