Troppi pazienti, Segni in affanno

Cocco (Leu): «L’ospedale va potenziato, la Chirurgia è anche il riferimento no Covid del territorio»

OZIERI. Potenziare l’ospedale di Ozieri per consentirgli di sostenere l’enorme impegno di questi mesi in tutti i servizi che non possono essere svolti negli ospedali Covid. È una richiesta che ormai dalla scorsa primavera proviene da più parti, rafforzata in queste ultime settimane dall’allontanarsi della prospettiva dell’apertura al Segni della semintensiva Covid (anche se una cosa non escluderebbe l’altra), e ribadita in un recente intervento in consiglio regionale dal capogruppo di Leu Daniele Cocco. A rafforzare questa idea è in particolare il superlavoro, del quale si è parlato nei giorni scorsi anche in queste pagine, che in queste ultime settimane si sta svolgendo nel reparto di Chirurgia, dove gli interventi si susseguono a ritmi serrati perché nel Segni stanno convergendo tutti i pazienti di altri ospedali che necessitano di interventi non rinviabili. A questo reparto si è riferito nella sua richiesta in consiglio regionale anche Cocco, che di conseguenza non poteva non citare anche il servizio di Anestesia dove vi è grave carenza di personale. «L’ospedale di Ozieri è ospedale no Covid - ha detto Cocco - e la Chirurgia si è messa a disposizione per effettuare qui gli interventi grazie al trasferimento, che mi risulta essere stato richiesto anche per l’Aou di Sassari dal dottor Alberto Porcu, di tutti i pazienti che non possono essere assistiti nei reparti dove sono presenti anche pazienti Covid. Dovremmo quindi sicuramente potenziare il servizio di Anestesia, perché a Ozieri in questo momento ci sono solo 5 anestesisti che fanno tutto: seguono l’ospedale e anche il territorio». Questa la prima richiesta del capogruppo di Leu, che ha poi messo l’accento anche su altre due grandi questioni rimaste in sospeso. La prima è il livello effettivo di autonomia dell’ospedale di Ozieri, con la richiesta di capire se «la vecchia riforma sanitaria con Alghero primo livello e Ozieri dipartimento è in atto o non è in atto. Alghero non deve decidere per Ozieri, che deve fare che quello che deve fare e che sa fare molto bene». Una criticità che si collega con la prima, perché come ha detto Cocco «dobbiamo mettere Ozieri nelle condizioni di poter operare al meglio mettendosi a disposizione dei colleghi che non possono in questo momento effettuare gli interventi da altre parti (Sassari o Alghero) e che si sono detti disponibili a effettuarli al Segni. A questi dobbiamo dare subito una risposta». Come una risposta attende anche la Radiologia interventistica, reparto di eccellenza («istituito con una legge apposita», ha sottolineato il capogruppo di Leu) del quale si è più volte parlato anche in queste pagine. «E’ chiaro che sino ad ora è stato fatto di tutto affinché non funzioni al meglio», è stato l’affondo di Cocco. Spazi ristretti, macchinari obsoleti o “in prestito” (mentre altri giacciono inutilizzati in altri ospedali), personale risicato: numeri che stonano con quelli altissimi delle prestazioni che, nonostante tutto, il reparto fornisce giorno dopo giorno e in particolare in questo periodo.

«Una situazione che va a discapito del paziente, al quale invece deve andare tutta la nostra attenzione», sono state le parole di Cocco.

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