Per il fidanzato il pm ha chiesto il rinvio a giudizio

Per la Procura non ci sono dubbi. Sarebbe stato Massimiliano Farci, 53 anni originario di Assemini, ergastolano in semilibertà fino al momento dell’arresto avvenuto un anno fa, a uccidere Speranza...

Per la Procura non ci sono dubbi. Sarebbe stato Massimiliano Farci, 53 anni originario di Assemini, ergastolano in semilibertà fino al momento dell’arresto avvenuto un anno fa, a uccidere Speranza Ponti per impossessarsi dei suoi soldi. Dopo aver fatto ritrovare il corpo della fidanzata, a fine gennaio di quest’anno Farci aveva detto ai carabinieri e al magistrato di aver trovato Speranza impiccata il 5 dicembre del 2019 nella casa in cui viveva la coppia e di aver deciso di nascondere il suo corpo per paura di non essere creduto, visti i suoi precedenti con la giustizia.

Le analisi del Ris avevano però smentito fin da subito l’ipotesi del suicidio. Durante il primo sopralluogo in casa non era stata trovata infatti alcuna traccia di sfregamento sullo stipite, nemmeno nella parte opposta della maniglia in cui l’ergastolano aveva detto di aver trovato la compagna.

A incastrare l’ergastolano erano stati i prelievi di denaro fatti poche ore dopo la morte di Speranza nelle poste centrali di via Carducci con le carte della fidanzata appena scomparsa. «Mi ha lasciato ed è partita» – aveva detto a tutti, ma il suo castello di menzogne era crollato dopo meno di due mesi. Messo alle strette a fine a gennaio il 53enne aveva accompagnato i carabinieri a Monte Carru
e ha fatto rinvenire il corpo della fidanzata, negando però di averla uccisa. (l.f.)


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