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Sassari

Il prefabbricato Covid da quattordici letti è ancora inutilizzato

di Luigi Soriga
Il prefabbricato Covid da quattordici letti è ancora inutilizzato

Cala la pressione, primi posti liberi nelle terapie intensive Niente più barelle nei corridoi al Pronto soccorso

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SASSARI. Le barelle sono scomparse dai corridoi e il Pronto soccorso finalmente respira. I casi di positività sono ancora numerosi, ma la pressione è decisamente più blanda. Segno che le limitazioni del Dpcm stanno avendo riscontri sul fronte sanitario.

Per l’Aou è uno scenario molto positivo, anche perché alcune delle annunciate contromisure da mettere in campo per contenere la valanga di accessi al pronto soccorso, e sistemare i pazienti da ricoverare, non sono mai diventate operative. Prima fra tutte la struttura amovibile allestita durante la fase acuta dell’emergenza nel piazzale esterno, accanto al triage.

Il prefabbricato con 14 posti letto è stato ultimato il 6 novembre. Cento metri quadrati, otto monoblocchi coibentati abbinati tra loro, riscaldata e dotata di impianto elettrico e di sistema per gas medicali. Un costo che rasenta i 100mila euro. Ma da oltre un mese una scatola vuota, che non ha mai ospitato un solo paziente Covid.

Restavano da ultimare ancora gli impianti, e pare che durante le piogge si siano presentati problemi di infiltrazioni. La criticità più grande, tuttavia, sembra il reclutamento del personale che possa gestire questo “modulo” a supporto del Pronto Soccorso, dal momento che sul fronte dell’organico, in Aou la coperta è ancora corta.

Altro spreco di risorse: sempre durante il picco della seconda ondata, la terapia intensiva cardiochirurgica ha traslocato a tempo record dentro la rianimazione generale, in modo da dedicare quei posti letto a terapia intensiva Covid. Lavori di allestimento eseguiti in tutta fretta, senza sosta, domenica compresa, reparto migliorato rispetto allo standard precedente (zone filtro e videosorveglianza dei posti letto) ma purtroppo mai aperto ed entrato in funzione: infatti quando i lavori erano definitivamente terminati, quelle postazioni aggiuntive di terapia intensive Covid non erano più necessarie.

Le restrizioni stanno incidendo positivamente nel contenimento pandemico, e si sono ridotti in maniera sensibile i ricoveri dei malati più gravi, quelli appunto da terapia intensiva.

Il dato confortante è infatti che finalmente, dopo diverse settimane di sold-out, nelle terapie intensive ci sono letti liberi. Anche la capacità di accoglienza aumentata nell’ospedale di Nuoro, ha consentito qualche dimissione.

E anche i pazienti "sub-intensivi", quelli che devono ricorrere all’ausilio dei caschi “cpap” per un supporto nella respirazione, sono decisamente diminuiti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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