I sindaci: «Esiti dei tamponi più veloci»
di Barbara Mastino
La voce di Logudoro e Goceano in commissione regionale Sanità. Chiesta chiarezza sul futuro dell’ospedale Segni
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OZIERI. Migliorare il sistema di effettuazione dei tamponi e di comunicazione degli esiti, nell’immediato, e nel vicino futuro consolidare le eccellenze dell’ospedale e sancirne l’autonomia. È questo il sunto delle richieste presentate nei giorni scorsi alla commissione regionale Sanità dai sindaci del Logudoro e del Goceano, sentiti in audizione per rappresentare le istanze del distretto.
La riunione, convocata su richiesta dei sindaci, avrebbe dovuto avvenire alla presenza dell’assessore Nieddu e del commissario Temussi che però erano assenti per impegni improrogabili. In loro rappresentanza è intervenuto il direttore dell’Assl Flavio Sensi, che con i componenti della commissione ha ascoltato le istanze dei 16 Comuni, rappresentate dai sindaci di Bono Elio Mulas e di Ozieri Marco Murgia. Si è parlato dei difetti di comunicazione sugli esiti positivi o negativi degli esami Covid e dei ritardi nell’effettuazione degli stessi, che nonostante gli annunciati cambiamenti presentano ancora molte lacune.
«Riceviamo continue lamentele – spiega Elio Mulas – da parte dei cittadini che non riescono a sottoporsi ai tamponi o che ricevono i risultati in ritardo. Le mancate comunicazioni in generale prolungano a dismisura quarantene che potrebbero essere brevi; quelle degli esiti negativi tengono in casa e lontane dal lavoro molte persone, e li mettono in difficoltà con le pratiche assicurative o nella possibilità di riaprire le proprie attività; quelle degli esiti positivi mettono a rischio tutti, in modo particolare in caso di asintomatici, e mettono in difficoltà i Comuni soprattutto nella gestione del servizio di ritiro rifiuti dei malati Covid. Procedure che aggravano i costi, che sono a carico di tutta la collettività». Si attende una svolta migliorativa dal nuovo sistema distrettuale appena entrato in vigore, che però non è ancora a pieno regime. Così come ancora non è chiaro che futuro avranno la sanità territoriale e l’ospedale, presidio no Covid che al momento sta supportando gli ospedali Covid in particolare per la Chirurgia, reggendo bene il passo, anche se al momento tutti i reparti sono pieni, ma dove si attende nell’immediato la possibilità di poter processare in loco i tamponi del territorio e nel prossimo futuro un miglioramento gestionale. I punti cruciali, oltre al problema atavico del personale, sono l’accreditamento della terapia semi intensiva, «il cui iter – dice il sindaco Murgia – sappiamo essere in fase avanzata, ma richiede ancora tempo», e il riconoscimento, più volte richiesto, dell’autonomia da Alghero. «Lo stesso direttore Sensi nel corso della riunione ha riconosciuto che è impensabile immaginare un presidio unico, perché due strutture distanti novanta chilometri non possono avere una direzione unificata – dice Murgia – ma è chiaro che questa è una partita politica, che andrà giocata unitariamente da tutti i rappresentanti del territorio». Un invito Murgia ha esteso a tutte le forze politiche territoriali.
La riunione, convocata su richiesta dei sindaci, avrebbe dovuto avvenire alla presenza dell’assessore Nieddu e del commissario Temussi che però erano assenti per impegni improrogabili. In loro rappresentanza è intervenuto il direttore dell’Assl Flavio Sensi, che con i componenti della commissione ha ascoltato le istanze dei 16 Comuni, rappresentate dai sindaci di Bono Elio Mulas e di Ozieri Marco Murgia. Si è parlato dei difetti di comunicazione sugli esiti positivi o negativi degli esami Covid e dei ritardi nell’effettuazione degli stessi, che nonostante gli annunciati cambiamenti presentano ancora molte lacune.
«Riceviamo continue lamentele – spiega Elio Mulas – da parte dei cittadini che non riescono a sottoporsi ai tamponi o che ricevono i risultati in ritardo. Le mancate comunicazioni in generale prolungano a dismisura quarantene che potrebbero essere brevi; quelle degli esiti negativi tengono in casa e lontane dal lavoro molte persone, e li mettono in difficoltà con le pratiche assicurative o nella possibilità di riaprire le proprie attività; quelle degli esiti positivi mettono a rischio tutti, in modo particolare in caso di asintomatici, e mettono in difficoltà i Comuni soprattutto nella gestione del servizio di ritiro rifiuti dei malati Covid. Procedure che aggravano i costi, che sono a carico di tutta la collettività». Si attende una svolta migliorativa dal nuovo sistema distrettuale appena entrato in vigore, che però non è ancora a pieno regime. Così come ancora non è chiaro che futuro avranno la sanità territoriale e l’ospedale, presidio no Covid che al momento sta supportando gli ospedali Covid in particolare per la Chirurgia, reggendo bene il passo, anche se al momento tutti i reparti sono pieni, ma dove si attende nell’immediato la possibilità di poter processare in loco i tamponi del territorio e nel prossimo futuro un miglioramento gestionale. I punti cruciali, oltre al problema atavico del personale, sono l’accreditamento della terapia semi intensiva, «il cui iter – dice il sindaco Murgia – sappiamo essere in fase avanzata, ma richiede ancora tempo», e il riconoscimento, più volte richiesto, dell’autonomia da Alghero. «Lo stesso direttore Sensi nel corso della riunione ha riconosciuto che è impensabile immaginare un presidio unico, perché due strutture distanti novanta chilometri non possono avere una direzione unificata – dice Murgia – ma è chiaro che questa è una partita politica, che andrà giocata unitariamente da tutti i rappresentanti del territorio». Un invito Murgia ha esteso a tutte le forze politiche territoriali.
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