Alimentari e giocattoli per le famiglie indigenti
Oggi gli operatori della “Casa della fraterna solidarietà” consegnano i pacchi Uno sforzo in più per le feste anche se il centro è assai attivo durante tutto l’anno
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SASSARI. Cinquecento pacchi con dentro derrate alimentari di tutti i tipi (dalla pasta all’olio d’oliva, dallo zucchero al caffé, dai pelati alla carne in scatola), poi tanti chili di pane e panettoni. Abbastanza per garantire anche alle famiglie più indigenti un sereno Natale, almeno dal punto di vista del pranzo e della cena. Ma non basta: nel consueto sforzo messo in atto dalla Casa della Fraterna solidarietà per i giorni di festa di fine anno ci sono, come sempre, anche tantissimi giocattoli per i bambini sassaresi. I pacchi alimentari saranno consegnati stamattina tra le 7.30 e le 10.45 nella sede ospitata nei garage dell’ex questura di corso Margherita di Savoia, mentre i dono per i più piccoli saranno consegnati, sempre oggi, dalle 16 alle 18. «Rispetto al pacco alimentare che consegniamo tutti i giorni dell’anno – dice fondatore della Casa della Fraterna solidarietà – abbiamo tenuto conto anche del fatto che il cibo dovrà bastare sino al 27 dicembre, quando riapriremo regolarmente. E per quanto riguarda i giocattoli, per i bambini non c’è che l’imbarazzo della scelta».
Lo sforzo messo in campo dalla onlus assistenziale “Casa della Fraterna solidarietà” è stato però eccezionale durante tutto il corso di questo annus horribilis. Sono tantissime, infatti, le persone a cui la squadra coordinata dall’entusiasta Aldo Meloni trova il modo di dare un aiuto. Per l’esattezza, 150mila all’anno. Beni alimentari, ovviamente, ma anche, abiti di ogni tipo e taglia, giocattoli, farmaci di fascia C, soldi per bollette e bombole, consulenze di avvocati e commercialisti, visite mediche e un piccolo ambulatorio per le ecografie e per impiantare gratuitamente dentiere. Un supporto messo a dura prova a causa del Covid, ma che non è mai mancato. Un aiuto concreto offerto dal lunedì al sabato attraverso 400 sacchetti con derrate alimentari al giorno, distribuiti da una trentina di volontari e senza mai chiedere nulla ai beneficiari. «Siamo qui per dare un sostegno a chiunque ce lo chieda – precisa Aldo Meloni – e non stiamo a guardare i conti o quale tipo di vita conduca chi aiutiamo. Anche perché, come si può facilmente immaginare, tra le persone più colpite dal lockdown ci sono quelle che loro malgrado vivono di prostituzione». Vecchie conoscenze ancora in cerca di un futuro più roseo, ma anche facce nuove e insospettabili: donne e uomini travolti all’improvviso dagli effetti di una pandemia che ancora terrorizza il mondo. (a.m.)
Lo sforzo messo in campo dalla onlus assistenziale “Casa della Fraterna solidarietà” è stato però eccezionale durante tutto il corso di questo annus horribilis. Sono tantissime, infatti, le persone a cui la squadra coordinata dall’entusiasta Aldo Meloni trova il modo di dare un aiuto. Per l’esattezza, 150mila all’anno. Beni alimentari, ovviamente, ma anche, abiti di ogni tipo e taglia, giocattoli, farmaci di fascia C, soldi per bollette e bombole, consulenze di avvocati e commercialisti, visite mediche e un piccolo ambulatorio per le ecografie e per impiantare gratuitamente dentiere. Un supporto messo a dura prova a causa del Covid, ma che non è mai mancato. Un aiuto concreto offerto dal lunedì al sabato attraverso 400 sacchetti con derrate alimentari al giorno, distribuiti da una trentina di volontari e senza mai chiedere nulla ai beneficiari. «Siamo qui per dare un sostegno a chiunque ce lo chieda – precisa Aldo Meloni – e non stiamo a guardare i conti o quale tipo di vita conduca chi aiutiamo. Anche perché, come si può facilmente immaginare, tra le persone più colpite dal lockdown ci sono quelle che loro malgrado vivono di prostituzione». Vecchie conoscenze ancora in cerca di un futuro più roseo, ma anche facce nuove e insospettabili: donne e uomini travolti all’improvviso dagli effetti di una pandemia che ancora terrorizza il mondo. (a.m.)
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