Campus (Fsi-Usae): «Stabilizzare subito i precari dell’Izs»
SASSARI. «Il personale precario dell’Istituto zooprofilattico di Sassari deve essere stabilizzato urgentemente. Abbiamo già sollecitato i vertici della sanità regionale. Non si tratta di figli di un...
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SASSARI. «Il personale precario dell’Istituto zooprofilattico di Sassari deve essere stabilizzato urgentemente. Abbiamo già sollecitato i vertici della sanità regionale. Non si tratta di figli di un Dio minore ma di lavoratori con casa e famiglia».
Arriva da Mariangela Campus, segretaria territoriale dell’Fsi-Usae, la richiesta di un provvedimento immediato «che ponga fine a un pasticcio che lascia nell’incertezza tanti lavoratori precari». La sindacalista spiega che «i dipendenti dell’istituto pur facendo parte del comparto sanità ed essendo inquadrati nello stesso contratto collettivo nazionale sanità pubblica, in Sardegna non hanno gli stessi diritti dei colleghi appartenenti ad altre aziende ed enti della sanità pubblica». E fa un esempio concreto: «Basti pensare ai precari aventi diritto che non sono stati presi in considerazione dalla procedura di stabilizzazione (alcuni dipendenti sono precari dal 2005) mentre invece questa è stata riservata a quattro dirigenti sanitari veterinari a decorrere dal primo gennaio 2021».
Ma questa, a detta della Campus, non sarebbe l’unica “ingiustizia”. «L’altra riguarda i premi Covid dai quali tutto il personale dell’Istituto zooprofilattico di Sassari è stato escluso, nonostante dal mese di aprile invece l’ente sia stato inserito dall’assessorato regionale della Sanità nell’elenco delle strutture autorizzate a effettuare le analisi dei tamponi per la diagnosi del coronavirus. A tutt’oggi sono stati processati circa 20mila campioni contribuendo sia al tracciamento dei positivi che alla certificazione dei guariti». Da qui la richiesta della segretaria dell’Fsi-Usae: «Il personale dell’istituto deve beneficiare dell’incentivazione per il personale impiegato direttamente nell’attività di contrasto dell’emergenza sanitaria, per cui si proceda senza ulteriori ritardi all’avvio della procedura di stabilizzazione. Già a novembre avevamo scritto ai vertici della sanità regionale e all’assessore Nieddu, spiegando che il personale precario dell’istituto zooprofilattico aveva diritto alla stabilizzazione come previsto dal decreto legislativo 75/2017 art.55 bis e dalla Legge di stabilità del 2020. Chiediamo che venga quanto prima certificato all’ente l’utilizzo dei fondi Ras peraltro già accantonati per lo scopo».
Arriva da Mariangela Campus, segretaria territoriale dell’Fsi-Usae, la richiesta di un provvedimento immediato «che ponga fine a un pasticcio che lascia nell’incertezza tanti lavoratori precari». La sindacalista spiega che «i dipendenti dell’istituto pur facendo parte del comparto sanità ed essendo inquadrati nello stesso contratto collettivo nazionale sanità pubblica, in Sardegna non hanno gli stessi diritti dei colleghi appartenenti ad altre aziende ed enti della sanità pubblica». E fa un esempio concreto: «Basti pensare ai precari aventi diritto che non sono stati presi in considerazione dalla procedura di stabilizzazione (alcuni dipendenti sono precari dal 2005) mentre invece questa è stata riservata a quattro dirigenti sanitari veterinari a decorrere dal primo gennaio 2021».
Ma questa, a detta della Campus, non sarebbe l’unica “ingiustizia”. «L’altra riguarda i premi Covid dai quali tutto il personale dell’Istituto zooprofilattico di Sassari è stato escluso, nonostante dal mese di aprile invece l’ente sia stato inserito dall’assessorato regionale della Sanità nell’elenco delle strutture autorizzate a effettuare le analisi dei tamponi per la diagnosi del coronavirus. A tutt’oggi sono stati processati circa 20mila campioni contribuendo sia al tracciamento dei positivi che alla certificazione dei guariti». Da qui la richiesta della segretaria dell’Fsi-Usae: «Il personale dell’istituto deve beneficiare dell’incentivazione per il personale impiegato direttamente nell’attività di contrasto dell’emergenza sanitaria, per cui si proceda senza ulteriori ritardi all’avvio della procedura di stabilizzazione. Già a novembre avevamo scritto ai vertici della sanità regionale e all’assessore Nieddu, spiegando che il personale precario dell’istituto zooprofilattico aveva diritto alla stabilizzazione come previsto dal decreto legislativo 75/2017 art.55 bis e dalla Legge di stabilità del 2020. Chiediamo che venga quanto prima certificato all’ente l’utilizzo dei fondi Ras peraltro già accantonati per lo scopo».
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