La Nuova Sardegna

Sassari

Il vento butta giù la tenda per la vestizione anti covid

di Nadia Cossu
Il vento butta giù la tenda per la vestizione anti covid

Personale del 118 in allarme: serve una struttura adeguata in uno spazio interno Mesi fa inoltratala richiesta all’Aou: «Ma non abbiamo ricevuto alcuna risposta»

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SASSARI. Le violente folate di vento che nella notte tra domenica e lunedì hanno creato non pochi disagi in città, si sono portate via anche parte della tenda allestita nel cortile esterno dell’Aou (sotto Malattie infettive) che viene utilizzata dal personale del 118 e dagli operatori – che effettuano servizio di trasporto interno di pazienti Covid – per svestirsi e indossare la divisa pulita dopo esser venuti a contatto con persone positive al virus.

Una struttura decisamente inadeguata che ha infatti manifestato tutta la sua precarietà alle prime piogge e raffiche di vento. Si tratta, come facilmente intuibile, di uno spazio indispensabile per chi ogni giorno è impegnato nel trasporto di pazienti contagiati e ha bisogno di poter lavorare in sicurezza. In quella tenda, infatti, avviene una delle pratiche più delicate che questa pandemia ha imposto al personale sanitario: “sbardarsi”, rivestirsi con le divise pulite, attendere la sanificazione delle ambulanze che hanno ospitato il paziente infetto e ripartire per un nuovo intervento. In termini di tempo si parla di almeno dieci minuti per svestirsi e riporre tute e sovracamici inquinati in appositi contenitori, altrettanti per cambiarsi e infine è necessario aspettare sempre nel piazzale esterno – per ovvie ragioni fuori dalla tenda – che vengano concluse le operazioni di igienizzazione del mezzo di soccorso. Ci sono dei momenti in cui si forma inevitabilmente una colonna di ambulanze e l’attesa può durare anche mezz’ora.

Mesi fa il personale del 118 aveva inoltrato una precisa richiesta all’Azienda ospedaliero universitaria perché mettesse a disposizione degli operatori impegnati in questo tipo di servizio una stanza (murata) che li proteggesse dalle intemperie e che rendesse più agevole e sicuro il loro lavoro. E, possibilmente, che fosse dotata di un servizio igienico che al momento non hanno a disposizione. Ma rispetto a questa istanza non ci sarebbero state risposte da parte dell’azienda.

Il danneggiamento di una delle tende, domenica notte, rende però quanto mai urgente una soluzione. Che non può essere la sistemazione dello stesso tendone venuto giù e il suo riposizionamento nel medesimo posto. Perché si tratterebbe di un rattoppo, un accorgimento provvisorio destinato a ripresentare tutte le sue criticità.

Servirebbe, piuttosto, una collocazione più idonea sia per tutti i volontari che arrivano nel piazzale in seguito a interventi esterni sia per il personale che effettua i trasporti dei malati Covid all’interno dei vari padiglioni ospedalieri.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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