I segreti di Leonardo da Ozieri volano negli Usa
Successo internazionale per il saggio sul genio fiorentino scritto da Giovanni Pala
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OZIERI. Ancora un vetrina internazionale per lo studioso ozierese di Leonardo Da Vinci Giovanni Pala, che alcune settimane fa ha visto il lancio sul mercato internazionale del saggio in lingua inglese “Leonardo. The Ultimate Secret”.
Pubblicato dalla casa editrice Alic Publishig Hous Inc. di Los Angeles, il saggio ricostruisce gli studi decennali di Pala sul genio fiorentino, a partire dalla scoperta, risalente ai primi anni Duemila, di uno spartito musicale tra i tratti grafici dell’Ultima Cena di Leonardo. Nel libro sono ripercorse le tappe delle sue ricerche – che sono proseguite negli anni portando l’autore a svelare tanti affascinanti misteri su Da Vinci – e se ne racconta il percorso, compresi tutti i dubbi, «ripensamenti, errori, intuizioni e soluzioni» susseguitisi negli anni, che nelle pagine della ricerca «sono riportati così come si sono realmente succeduti», racconta l’autore.
Pagine ricche di fascino e di enigmi che vengono svelati uno dopo l’altro, tra misteri che via via si snodano e si dipanano agli occhi del lettore in un crescendo di colpi di scena.
Una lettura affascinante sia per gli studiosi che per i neofiti, e in generale per tutti coloro che non possono non restare stupefatti davanti ai mille volti di quello che fu senz’altro il più grande genio della sua epoca, e oltre. È la storia di una ricerca, quindi, che l’autore – affermato musicista e insegnante di musica, impiegato nella biblioteca e archivio storico diocesano di Ozieri – ha iniziato con le sue due precedenti pubblicazioni. “La musica celata: un mistero svelato dopo cinquecento anni”, del 2007, pubblicato anche in Giappone e in Centro e Sud America, e “Leonardo, il segreto ultimo”, del 2015, tradotto negli Stati Uniti.
Una ricerca instancabile che recentemente ha portato Giovanni Pala a intervenire nel dibattito nato intorno all’attribuzione al Da Vinci di un antico disegno, definito “il ritratto di Lecco”, da qualcuno addirittura identificato come «il vero Salvator Mundi». Pala, che ebbe modo di visionare personalmente il ritratto e di accompagnare i proprietari nel convento di San Pietro di Sorres per sottoporlo al parere degli esperti locali, smentisce che esso possa collegarsi in qualsiasi modo a Leonardo o alla sua bottega sia per il tratto del disegno stesso sia soprattutto per la datazione della carta, che le rilevazioni effettuate dagli esperti del convento fissano a una data non precedente alla metà del XIX secolo. (b.m.)
Pubblicato dalla casa editrice Alic Publishig Hous Inc. di Los Angeles, il saggio ricostruisce gli studi decennali di Pala sul genio fiorentino, a partire dalla scoperta, risalente ai primi anni Duemila, di uno spartito musicale tra i tratti grafici dell’Ultima Cena di Leonardo. Nel libro sono ripercorse le tappe delle sue ricerche – che sono proseguite negli anni portando l’autore a svelare tanti affascinanti misteri su Da Vinci – e se ne racconta il percorso, compresi tutti i dubbi, «ripensamenti, errori, intuizioni e soluzioni» susseguitisi negli anni, che nelle pagine della ricerca «sono riportati così come si sono realmente succeduti», racconta l’autore.
Pagine ricche di fascino e di enigmi che vengono svelati uno dopo l’altro, tra misteri che via via si snodano e si dipanano agli occhi del lettore in un crescendo di colpi di scena.
Una lettura affascinante sia per gli studiosi che per i neofiti, e in generale per tutti coloro che non possono non restare stupefatti davanti ai mille volti di quello che fu senz’altro il più grande genio della sua epoca, e oltre. È la storia di una ricerca, quindi, che l’autore – affermato musicista e insegnante di musica, impiegato nella biblioteca e archivio storico diocesano di Ozieri – ha iniziato con le sue due precedenti pubblicazioni. “La musica celata: un mistero svelato dopo cinquecento anni”, del 2007, pubblicato anche in Giappone e in Centro e Sud America, e “Leonardo, il segreto ultimo”, del 2015, tradotto negli Stati Uniti.
Una ricerca instancabile che recentemente ha portato Giovanni Pala a intervenire nel dibattito nato intorno all’attribuzione al Da Vinci di un antico disegno, definito “il ritratto di Lecco”, da qualcuno addirittura identificato come «il vero Salvator Mundi». Pala, che ebbe modo di visionare personalmente il ritratto e di accompagnare i proprietari nel convento di San Pietro di Sorres per sottoporlo al parere degli esperti locali, smentisce che esso possa collegarsi in qualsiasi modo a Leonardo o alla sua bottega sia per il tratto del disegno stesso sia soprattutto per la datazione della carta, che le rilevazioni effettuate dagli esperti del convento fissano a una data non precedente alla metà del XIX secolo. (b.m.)
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