Covid, stop per le messe a Bono, il vescovo di Ozieri in rivolta: "Ingerenza grossolana nella sfera del culto"

Monsignor Corrado Melis

Monsignor Corrado Melis stamani 31 dicembre ha diramato una nota durissima contro l'ordinanza del vicesindaco Nicola Spanu

A Bono messe vietate ma il vescovo non ci sta. All’indomani dell’ordinanza del comune di Bono per evitare l’aumento dei contagi Covid, il vescovo della diocesi di Ozieri Corrado Melis esprime il suo disappunto per una decisione presa senza il suo parere. “Dissentiamo nella maniera più radicale da una indebita e grossolana ingerenza nella sfera del culto – si legge nella nota diramata stamattina 31 dicembre dalla sede vescovile di Ozieri - scavalcando sia l’evidenza di una prassi ecclesiale attenta e serena nel rispetto delle normative, sia una storia di giurisprudenza ormai assestata da quasi un secolo, e quindi soprassedendo e anzi evitando un confronto sereno con l’autorità ecclesiastica (nella fattispecie, il sottoscritto e il parroco)”.

L’ordinanza prevede lo stop a tutte le celebrazioni religiose compresi i funerali all’interno delle chiese. Questi sono consentiti direttamente nel cimitero con un massimo di quindici persone. “L’ordinanza del vicesindaco della comunità di Bono Nicola Spanu ha dell’inverosimile – continua Melis nella sua missiva -. E’ stato un colpo di mannaia così scomposto da far sgranare gli occhi anche ai più distratti ascoltatori del telegiornali. Ha tutta l’aria di un disperato tentativo di tamponare una situazione ormai sfuggita di mano, visto l’esponenziale incremento dei casi di infezione nella già provata comunità di Bono e forse – sembrerebbe dalle cronache di quartiere – si tratterebbe di una risposta di petto alla rilassatezza o poca serietà nel rispettare le norme vigenti. Ora, è più che probabile che al vicesindaco, che ho provveduto a contattare personalmente senza alcun risultato, sia sfuggita la penna nella foga della disperazione e abbia sconfinato oltre le sue prerogative. È sommamente comprensibile il carico morale e istituzionale della responsabilità davanti a tante persone, famiglie e tanti già immunodepressi aggrediti dal virus, ma non credo, infatti, di assumere un punto di vista di parte se affermo che le nostre Chiese, grazie all’impegno dei parroci e dei collaboratori, ma anche al maturo buon senso dei fedeli, sono forse uno dei pochi luoghi in cui tutti i dispositivi di protezione individuale e collettiva sono rispettati anche con una certa facilità dovuta all’impostazione logistica di ogni rito”.

La nota del vescovo Melis si conclude con un chiaro appello al dialogo: “Invito con decisione le autorità amministrative del comune di Bono a scegliere la pista si un dialogo sincero, intelligente e responsabile per poter coordinare al meglio le forze in questa situazione già così complessa”.

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