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l’intervento 

«Insularità e scuola di politica le eredità di Roberto Frongia»

SASSARI. «Non sperperiamo l’eredità politica di Roberto Frongia». Così il coordinatore cittadino dei Riformatori, Michele Saba, che ricorda l’assessore regionale recentemente scomparso. «Roberto...

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SASSARI. «Non sperperiamo l’eredità politica di Roberto Frongia». Così il coordinatore cittadino dei Riformatori, Michele Saba, che ricorda l’assessore regionale recentemente scomparso. «Roberto – spiega – ci lascia due grandi progetti in cui fortemente credeva ed a lui molto cari: il riconoscimento del principio di insularità nella Costituzione italiana» che porterebbe enormi vantaggi in termini di forte riduzione degli squilibri riguardanti i trasporti, l’energia e gran parte dei deficit insiti nella nostra condizione insulare. E, a tal riguardo, non va dimenticata la generosità e l’ enorme mole di lavoro spesa da Roberto Frongia nel ricoprire il delicato ruolo di presidente del comitato per l’insularità facendo in modo che l’idea divenisse man mano azione concreta».

«Il secondo grande progetto – continua Saba – è dato dalla battaglia per il riconoscimento da parte dell’Unesco di tutti i nuraghi della Sardegna: è superfluo elencare i potenziali vantaggi in termini storico- culturali, turistici ed economici derivanti da questa importante iniziativa. Ma, come Presidente dei Riformatori Sardi, Roberto Frongia aveva a cuore un terzo progetto: la creazione di una scuola politica prodromica alla formazione di una nuova classe dirigente sarda seria e preparata. Ecco la terza “eredità”, forse la più importante: i partiti debbono ritornare (come si faceva un tempo) a scegliere al loro interno “i migliori” affidando loro la rappresentanza e la guida nei posti chiave e di governo».

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