Operazione Malesia, indagini chiuse
Il pm Porcheddu ha concluso l’inchiesta con 49 indagati sul traffico di droga
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SASSARI. Il personaggio più importante dell’organizzazione, un trafficante internazionale in grado di muovere chili e chili di droga per tutta Europa, usando dei connazionali che dietro il pagamento di poche centinaia di euro prestavano i propri corpi per trasportare gli “ovuli” pieni di cocaina ed eroina, inizialmente era sfuggito alla cattura.
A luglio, quando era scattato il maxi blitz dei carabinieri nel centro storico di Sassari, Edo Bright, 38enne nigeriano, da anni residente ad Amsterdam, aveva continuato a godersi la libertà in Olanda.
Per lui le manette erano scattate a novembre, quando era stato fermato all’aeroporto di Schiphol, lo scalo principale dei Paesi Bassi, grazie a un mandato di arresto europeo richiesto dal sostituto procuratore Giovanni Porcheddu. I giorni scorsi il titolare dell’inchiesta denominata “Malesia”, ha chiuso le indagini e ora si appresta a chiedere il rinvio a giudizio per i 49 indagati, la maggior parte nigeriani, ritenuti a vario titolo responsabili di un traffico internazionale di droga con base a Sassari. Gli indagati potranno chiedere di patteggiare la pena entro venti giorni, altrimenti dovranno affrontare il processo.
L’attività investigativa era nata da una attività di intelligence sviluppata dal nucleo investigativo dei carabinieri di Sassari con la collaborazione della Direzione centrale per i Servizi antidroga presso il ministero degli Interni, di Ufficiali della D.E.A. (Drug Enforcement Administration) e degli Uffici di cooperazione internazionale in Malesia. Quarantanove le persone indagate, quasi tutte di nazionalità nigeriana, tranne tre sassaresi (due uomini e una donna) e un senegalese ritenuti “venditori di quartiere” di eroina e cocaina”. (l.f.)
A luglio, quando era scattato il maxi blitz dei carabinieri nel centro storico di Sassari, Edo Bright, 38enne nigeriano, da anni residente ad Amsterdam, aveva continuato a godersi la libertà in Olanda.
Per lui le manette erano scattate a novembre, quando era stato fermato all’aeroporto di Schiphol, lo scalo principale dei Paesi Bassi, grazie a un mandato di arresto europeo richiesto dal sostituto procuratore Giovanni Porcheddu. I giorni scorsi il titolare dell’inchiesta denominata “Malesia”, ha chiuso le indagini e ora si appresta a chiedere il rinvio a giudizio per i 49 indagati, la maggior parte nigeriani, ritenuti a vario titolo responsabili di un traffico internazionale di droga con base a Sassari. Gli indagati potranno chiedere di patteggiare la pena entro venti giorni, altrimenti dovranno affrontare il processo.
L’attività investigativa era nata da una attività di intelligence sviluppata dal nucleo investigativo dei carabinieri di Sassari con la collaborazione della Direzione centrale per i Servizi antidroga presso il ministero degli Interni, di Ufficiali della D.E.A. (Drug Enforcement Administration) e degli Uffici di cooperazione internazionale in Malesia. Quarantanove le persone indagate, quasi tutte di nazionalità nigeriana, tranne tre sassaresi (due uomini e una donna) e un senegalese ritenuti “venditori di quartiere” di eroina e cocaina”. (l.f.)
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