«Allagamenti, servono soluzioni»

Pes (coop Valle del Coghinas): «Consorzio, Comuni e agricoltori concordino interventi immediati»

VALLEDORIA. Nonostante le piogge devastanti delle ultime settimane siano cessate, la situazione nella piana del Coghinas, dove 800 ettari di carciofaie sono rimaste allagate. rimane critica. Ed è per questo che gli agricoltori della Bassa Valle chiedono a gran voce agli enti preposti per la salvaguardia e la gestione delle infrastrutture destinate all'agricoltura, di riunirsi attorno a un tavolo di concertazione e definire insieme un protocollo d'intesa.

«Le responsabilità di questa catastrofe naturale nelle nostre campagne – tuona Giovanni Pes, presidente della società cooperativa Valle Del Coghinas che conta più di trenta soci e gestisce oltre 200 ettari di coltivazione – devono essere ripartite in misura uguale tra tutti gli attori principali che si dovrebbero occupare di tutelare e mettere in sicurezza le nostre campagne e i prodotti che vengono coltivati».

Da un sopralluogo effettuato sui terreni devastati dal maltempo e organizzato insieme con agli agricoltori, ci si è resi conto che la situazione di degrado e la scarsa manutenzione di alcuni canali di scolo, che ricadono sia sotto la competenza dei vari Comuni della Piana sia di quella del Consorzio di Bonifica è allarmante e diventerà irreversibile se non si dovesse intervenire con nell'immediatezza.

«Sembrerebbe che gli enti a cui spetta intervenire non si siano mai coordinati e parlati – spiega Giovanni Pes –. Il Consorzio ripulisce i canali di sua competenza magari a monte, ma li lascia invasi di sterpaglie a valle, e questo non permette che l'acqua defluisca nel canalone che va a confluire nel fiume Coghinas. Ma c'è di più. In alcuni tratti i canali di competenza del Consorzio si intersecano con i canali dei singoli Comuni. Ebbene, anche se il Consorzio è intervenuto sulla pulizia della propria rete, i Comuni non fanno le pulizie che spettano loro».

«Tutto questo è assurdo – prosegue Giovanni Pes – e come se non bastasse si aggiunge il fatto lo scarico di acqua dalla diga del Coghinas, che in caso di allerta meteo e di abbondanti piogge, viene rilasciata in maniera massiccia e perenne da parte dell'Enel con l’apertura delle paratie, mettendo a dura prova la tenuta degli argini naturali e delle campagne». Oltre a tutto questo caos, deve essere sottolineato che anche i singoli proprietari di appezzamenti di terreni hanno le loro responsabilità, nel momento in cui delimitano i propri appezzamenti di terreno con filo spinato o altro non rispettando le distanze di sicurezza dai canali di scolo, così da chiudere la possibilità sia ai mezzi del Consorzio sia a quelli comunali della pulizia dei canali.

«In effetti – spiega Pes – in diversi casi anche noi agricoltori abbiano delle responsabilità, e per questo che dobbiamo unirci tutti attorno a un tavolo di concertazione e redigere un piano di salvaguardia e di interventi nella nostra piana».

«Sono d'accordo sulle richieste degli agricoltori della Bassa Valle – afferma Tony Stangoni presidente del Consorzio di Bonifica – ci attiveremo immediatamente per aprire un confronto tutti insieme e discutere dei problemi esistenti». «Siamo pronti a sentire i nostri agricoltori – concorda l'assessore alle Politiche agricole del Comune di Valledoria Marco Mazzei –. Sono necessari interventi urgenti e coordinati».

Anche Maria Teresa Pisu, sindacalista della Cisal e referente di Abbanoa, è pronta a un tavolo di discussione: «Ora non resta che i vari enti preposti si spediscano una pec o si facciano una telefonata per potersi accordare e fissare una data in cui finalmente tutti assieme possano finalmente trovare una soluzione condivisa per risolvere l'annoso problema degli allagamenti nella piana del Coghinas in caso di abbondanti ed eccezionali precipitazioni».

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