Sassari, via ai turni pomeridiani: è scontro con le famiglie
Giovanni Bua
Caldissima riunione tra dirigente, amministrazione comunale e genitori Si cercano locali alternativi ma nel mentre si è deciso di partire con le lezioni
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SASSARI. Partirà lunedì il doppio turno della scuola media di via Gorizia. Con l’orario ridotto a 5 moduli da 50 minuti, e sette sezioni che si alterneranno settimanalmente nella stessa ala dell’edificio o la mattina dalle 8.30 alle 12.40 o il pomeriggio dalle 14 alle 18.10, in modo da dare modo al personale Ata di sanificare gli ambienti. Nel mentre l’amministrazione comunale (ma anche il dirigente del comprensivo Pertini Biasi) continueranno la ricerca di spazi in cui trasferire gli alunni (sempre a rotazione). E, nei prossimi giorni, i genitori verranno chiamati con un questionario a valutare l’unica alternativa al momento sul tavolo, lo spacchettamento delle sezioni (sempre a rotazione) in tre diverse sedi: via Bottego, via Forlanini e l’ex istituto Kennedy di via Coppino.
Soluzione che creerebbe chiaramente enormi problemi logistici, soprattutto per la gestione della didattica, e che sembra sgradita a tutti. Questo il succo della caliente riunione (virtuale) dell’altro ieri tra il dirigente Maurizio Tognoni, il vicesindaco Gianfranco Meazza e l’assessora Rosanna Arru in rappresentanza del Comune, e una nutrita delegazione di genitori. Che per oltre tre ore si sono confrontati e affrontati, in un clima che si è più volte surriscaldato. Oggetto del contendere gli attesi lavori di ristrutturazione del plesso, partiti in questi giorni nell’ala bassa dell’istituto, che prevedono tra le altre cose il rifacimento dei bagni, dell’impianto idrico ed elettrico. Lavori che hanno costretto il dirigente, vista la totale assenza di spazi alternativi, al turno pomeridiano alternato delle classi. Scelta comunicata solo poco prima del rientro a scuola dalle vacanze natalizie, che ha causato tra le famiglie una mezza rivoluzione.
Durante la riunione sostanzialmente è stato ribadito che i lavori sono indispensabili e attesi da anni, con l’istituto che è ai limiti dell’agibilità. E che, prima di “ripiegare” sui doppi turni si è cercato a lungo una soluzione, ricerca nella quale si sono impegnati anche dirigenti e docenti dell’istituto. Molte, purtroppo, le porte sbattute in faccia, tra spazi inadeguati o non sufficienti, richieste di pagamenti di affitti non “copribili”, problemi di gestione per l’emergenza Covid. Le uniche tre sedi agibili, lontane tra loro e dalla scuola, sono quelle su cui le famiglie sono chiamate a esprimersi. Anche se i genitori hanno fatto una serie di proposte all’amministrazione che l’assessora Arru ha preso l’impegno di verificare a stretto giro di posta, con il primo sopralluogo (andato a vuoto) già ieri al Rifugio Gesù Bambino. Nell’attesa di buone nuove a prevalere è stata la necessità di riprendere la didattica in presenza, già falcidiata dall’emergenza Covid, con il dirigente che ha deciso di partire subito con i doppi turni con l’impegno di verificare continuamente l’apertura di nuove possibilità per una diversa sistemazione degli alunni.
La tensione rimane comunque alta. Anche perché molte famiglie hanno effettivi problemi a gestire le mattinate “libere” dei figli. E, in caso di trasferimento in altri plessi, il loro “trasporto” (è stato chiesto al Comune anche uno scuolabus). Si vedrà. Per ora si parte, lunedì, con l’ennesima avventura, in un anno scolastico che difficilmente i nostri ragazzi e ragazze dimenticheranno. Ma dal quale si spera che, con la loro naturale resilienza, sappiano comunque tirare fuori il meglio possibile.
Soluzione che creerebbe chiaramente enormi problemi logistici, soprattutto per la gestione della didattica, e che sembra sgradita a tutti. Questo il succo della caliente riunione (virtuale) dell’altro ieri tra il dirigente Maurizio Tognoni, il vicesindaco Gianfranco Meazza e l’assessora Rosanna Arru in rappresentanza del Comune, e una nutrita delegazione di genitori. Che per oltre tre ore si sono confrontati e affrontati, in un clima che si è più volte surriscaldato. Oggetto del contendere gli attesi lavori di ristrutturazione del plesso, partiti in questi giorni nell’ala bassa dell’istituto, che prevedono tra le altre cose il rifacimento dei bagni, dell’impianto idrico ed elettrico. Lavori che hanno costretto il dirigente, vista la totale assenza di spazi alternativi, al turno pomeridiano alternato delle classi. Scelta comunicata solo poco prima del rientro a scuola dalle vacanze natalizie, che ha causato tra le famiglie una mezza rivoluzione.
Durante la riunione sostanzialmente è stato ribadito che i lavori sono indispensabili e attesi da anni, con l’istituto che è ai limiti dell’agibilità. E che, prima di “ripiegare” sui doppi turni si è cercato a lungo una soluzione, ricerca nella quale si sono impegnati anche dirigenti e docenti dell’istituto. Molte, purtroppo, le porte sbattute in faccia, tra spazi inadeguati o non sufficienti, richieste di pagamenti di affitti non “copribili”, problemi di gestione per l’emergenza Covid. Le uniche tre sedi agibili, lontane tra loro e dalla scuola, sono quelle su cui le famiglie sono chiamate a esprimersi. Anche se i genitori hanno fatto una serie di proposte all’amministrazione che l’assessora Arru ha preso l’impegno di verificare a stretto giro di posta, con il primo sopralluogo (andato a vuoto) già ieri al Rifugio Gesù Bambino. Nell’attesa di buone nuove a prevalere è stata la necessità di riprendere la didattica in presenza, già falcidiata dall’emergenza Covid, con il dirigente che ha deciso di partire subito con i doppi turni con l’impegno di verificare continuamente l’apertura di nuove possibilità per una diversa sistemazione degli alunni.
La tensione rimane comunque alta. Anche perché molte famiglie hanno effettivi problemi a gestire le mattinate “libere” dei figli. E, in caso di trasferimento in altri plessi, il loro “trasporto” (è stato chiesto al Comune anche uno scuolabus). Si vedrà. Per ora si parte, lunedì, con l’ennesima avventura, in un anno scolastico che difficilmente i nostri ragazzi e ragazze dimenticheranno. Ma dal quale si spera che, con la loro naturale resilienza, sappiano comunque tirare fuori il meglio possibile.
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