Il Tar boccia il vicesindaco, tornano le messe a Bono

La Curia aveva impugnato l’ordinanza che vietava le celebrazioni con i fedeli. I giudici: «Mancano i presupposti di straordinaria necessità e urgenza»

BONO. La Curia batte ancora una volta l’amministrazione comunale di Bono e lo fa grazie al pronunciamento del Tar che – in seguito al ricorso presentato dall’avvocato Ivano Iai per conto del vescovo Corrado Melis e del parroco di San Michele Arcangelo don Mario Curzu – ha sospeso l’ordinanza del vicesindaco Nicola Spanu che disponeva, tra l’altro, la sospensione di tutte le cerimonie religiose in presenza di fedeli, compresi i funerali.

«Il provvedimento impugnato – scrivono i giudici amministrativi – appare emanato in assenza dei necessari presupposto di straordinaria necessità e urgenza e in violazione delle disposizioni generali in materia».

L’ordinanza era stata reiterata nonostante la prefetta Maria Luisa D’Alessandro avesse annullato il provvedimento con effetto immediato, dopo aver chiesto e ottenuto a tempo di record il consenso ministeriale.

Ora il tribunale amministrativo sospende quel provvedimento che conteneva misure volte ad arginare il diffondersi dell’emergenza epidemiologica. «Provvedimento lesivo dei principi costituzionali in materia di libertà religiosa e di esercizio del diritto di culto – sosteneva l’avvocato Iai nell’impugnazione – adottato nonostante sia già intervenuto l’annullamento della precedente e analoga ordinanza da parte del prefetto della provincia di Sassari per contrasto con le disposizioni legislative dello Stato». Nel ricorso al Tar è scritto che la mancanza di celebrazioni liturgiche «reca una ferita profonda nel sentimento religioso individuale e collettivo, oltreché, nel caso di celebrazioni funerarie, un vero e proprio vulnus alla pietà per i defunti e le persone a essi care» e determina un pregiudizio gravissimo e irreparabile «tanto con riferimento alle celebrazioni più solenni, quali la somministrazione dei sacramenti, quanto con riferimento a quelle ordinarie, in particolare la messa della domenica, giorno che nel paese di Bono risulta oggi segnato da una tristissima e inaudita sospensione del momento comunitario di preghiera e ringraziamento al Signore».

Il Tar, a proposito dell’aumento dei casi Covid richiamato dal vicesindaco per motivare la sua decisione, sostiene che «anche ammesso che in casi di straordinaria necessità e urgenza il sindaco possa adottare provvedimenti ulteriori rispetto a quelli nazionali e regionali, devono essere accertate e indicate nell’atto le ragioni di straordinaria necessità e urgenza che ne giustificano l’adozione». Ma le argomentazioni di Nicola Spanu, che aveva firmato l’ordinanza della discordia perché il sindaco Elio Mulas era assente per motivi di salute, per il Tar non bastano.

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